Le nostre osservazioni

Premessa

Noi Cittadini per il Territorio accogliamo positivamente l’avvio della pianificazione direttrice (denominata PDcom) preludio alla pianificazione di utilizzazione (PR comunale unificato) della Grande Lugano.

Che cosa è il PDcom per le Autorità?

Lugano ha deciso di dotarsi di tre strumenti programmatici di governo: delle Linee di sviluppo su un orizzonte decennale, il Piano finanziario e un Piano direttore comunale (PDcom) unico e coordinato, con obiettivi e indirizzi comuni che tengano conto delle caratteristiche di ogni quartiere. Il PDcom sarà uno strumento strategico, concreto, dinamico e comunicativo che permetterà di delineare lo sviluppo del territorio e porre basi solide per l’armonizzazione dei Piani regolatori dei singoli quartieri, secondo un concetto volto a definire il disegno territoriale e urbanistico della città per i prossimi 20 anni (Dal sito web del Comune di Lugano).
 A voce da parte del Municipio e dell’Amministrazione si è declinato il concetto di dinamico in non vincolante per le autorità e modificabile ogni cinque anni.

Quale procedura auspichiamo?

L’obiettivo è la revisione dei 21 PR attuali e il loro raggruppamento in 9 comprensori corrispondenti alle 9 costellazioni previste dal PDcom.
È un processo che richiede la suddivisione delle operazioni in due fasi. (Vedi schema)

  1. Fase programmatica concettuale.
    Prendiamo atto che il PDcom verrà elaborato come elemento concettuale e programmatico del Municipio, con un orizzonte di visione di 15-20 anni (anno 2040) e con squarci indicativi oltre tale termine.
    In questo senso il PDcom si inserisce tra gli strumenti programmatici del Municipio, che, come gli altri verrà periodicamente rivisto e aggiornato e che, quale strumento di governo del Municipio, ne legherà le azioni.
  2. Fase di elaborazione del PRU (Piano regolatore unificato).
    L’operazione di revisione dei 21 PR attuali e il loro raggruppamento in 9 comprensori corrispondenti alle 9 costellazioni previste dal PDcom si situa su un piano diverso. È un processo di grande complessità, che richiede attenzione alla sua programmazione, la quale non può essere svolta in un blocco unico ma che deve essere suddivisa in almeno due momenti: inizialmente un MasterPlan (Piano di indirizzo) e successivamente l’elaborazione dei PR delle costellazioni, anche a tappe. In ambedue questi momenti il CC avrà un ruolo decisionale, che per essere attuato richiederà la modifica del Regolamento comunale.

La fase attuale di consultazione sul PDcom, molto opportuna, è condotta con spirito aperto e serve anche a familiarizzare la popolazione con il nuovo compito e a raccoglierne le aspettative. Altrettanto importante sarà la successiva consultazione sul testo elaborato dal gruppo prescelto, consultazione che permetterà di giudicarne il risultato, la sua completezza e la sua coerenza. Le premesse per una buona riuscita sono state ben poste.

Cosa vorremmo fosse scritto nel PDcom

In ambito regionale

Nell’ottica dell’agglomerato:

  • considerare la valenza di relazione transfrontaliera del lago
  • tener conto del reale sviluppo degli insediamenti lungo due assi: da una parte quello della Valle del Cassarate e dall’altra in parallelo della Valle del Vedeggio.
  • prendere atto del processo di pianificazione degli insediamenti nel Piano del Vedeggio secondo l’indirizzo del PD cantonale e il MasterPlan intercomunale denominato NPV (Nuovo Polo del Vedeggio). Sostenerne gli indirizzi di sviluppo territoriale sostenibile e attuare una stretta forma di collaborazione attuativa tra PDcom e NPV.

Nel campo della mobilità regionale:

  • Mettere in atto la strategia di fermare la crescita della mobilità individuale motorizzata e di riportarne il livello a stati compatibili con la fruizione del territorio e con le infrastrutture esistenti (che non si vorrebbero ampliare).
  • Integrare fortemente l’autostrada A2 nella mobilità d’agglomerato, assegnandole il ruolo di collettore, con l’obiettivo di alleggerire il carico sulle arterie cantonali e diminuire i percorsi indesiderati attraverso i quartieri.
  • Sostenere la realizzazione del Tram-treno come infrastruttura per legare la Città e la stazione FFS al Piano del Vedeggio e al Malcantone. Opporsi  allo spreco territoriale di Cavezzolo (vedi).  Mantenere in esercizio la linea FLP di collina perché è perfettamente funzionante, serve un comprensorio consistente con potenziale d’utenza analogo al ramo previsto per Manno (la cui realizzazione costa cento volte in più della linea di collina), stabilisce un ottimo collegamento con la Stazione FFS di Lugano, può avere una grande attrattiva in una plaga di riconosciuto valore turistico.
  • Sostenere le infrastrutture regionali per la mobilità ciclistica ma senza prevedere l’uso del sedime della FLP di collina (che vogliamo conservare in esercizio) e valutando per la via ciclabile a lago tra Paradiso e Melide il possibile uso dell’esistente strada cantonale, liberata dal traffico veicolare, se sarà necessario costruire una nuova galleria nel San Salvatore (vedi), nonostante la rinuncia all’allargamento delle gallerie autostradali a 3 corsie.
  • L’aeroporto di Agno. Nel recente passato la discussione sul ruolo dell’aeroporto come aeroporto pubblico regionale si è conclusa, anche senza la votazione sul referendum, con la fine di fatto della gestione dei voli di linea e con la continuazione dei soli voli privati. Noi sosteniamo, almeno temporaneamente, questa risultanza. Pensiamo che per un certo tempo le cose possano restare così, cioè che l’esercizio aeroportuale possa svolgersi all’interno dei limiti operativi attuali, senza condizionare la realizzazione di opere infrastrutturali quali il Tram-treno o la viabilità per il Malcantone. La pianificazione futura dell’utilizzazione dei terreni dell’aeroporto dovrà svolgersi nell’ambito del piano intercomunale NPV, in cui Lugano avrà da dire la sua.
  • Sviluppare il trasporto pubblico lacuale prevalentemente per l’offerta turistica ma anche per gli spostamenti quotidiani. In particolare inserire nuovi imbarcatoi nelle località di interesse (per es Bissone, Santa Margherita), riattivare la via di comunicazione lacuale tra le principali località del lago, compreso il punto di partenza della funicolare per la Val d’Intelvi, residenza di molti pendolari che si spostano in automobile verso Porlezza o Lugano.

Nel comprensorio del Comune di Lugano

Strategie di sviluppo

  • Prima di lanciarsi in visioni e ipotesi di sviluppo territoriali si deve quantificare il fabbisogno di unità insediative per i prossimi 15 anni (periodo di competenza del PRU). Senza aver svolto il bilancio tra l’esistente offerta di unità insediative e il fabbisogno calcolato per i prossimi 15 anni non si possono avviare scelte, indicazioni o anche semplicemente ipotesi sugli indirizzi dell’assetto territoriale auspicato. Finalmente abbiamo sentito dire dal dir. Hubeli che i 21 PR luganesi sono sovradimensionati. È una informazione, finora sempre elusa, che determina una pressante necessità di approfondimento. Quanta superficie è sovrabbondante nelle condizioni attuali? E applicando il principio della densificazione? Cosa si vuole fare: ridurre le superfici edificabili? congelare gli eccessi? Riciclare gli spazi ad altre funzioni, agricole o pubbliche? Dove sono le urgenze di dezonamento? Che programma attuare e a che costi? Tutte domande difficili che non tollerano risposte vaghe.
  • Altro tema impellente è quello delle priorità attuative. Per ora non è chiara la graduatoria degli impegni: il Municipio, quando si è espresso, ripropone tutte le sue scelte passate: torri a Cornaredo, torri nel NQC, torri nel Pian Scairolo, quartiere fieristico e congressuale al Campo Marzio, densificazione di attività nell’area della Stazione FFS e sulla trincea, trasferimento in periferia di attività oggi centrali. Tutto prioritario?  Tutto nei prossimi 15 anni? E gli altri impegni non edilizi? Per esempio il parco fluviale del Cassarate, il parco del Camoghé, il parco a lago (estensione del parco Ciani), la valorizzazione dei Centri civici, la passeggiata a lago Lugano Gandria, la rete ciclabile urbana e regionale, tutto nei prossimi 15 anni? Prima o dopo la realizzazione delle torri di Cornaredo? Tutte domande ardue ma ineludibili se si vuole pilotare con sagacia il prossimo sviluppo della Città.

La mobilità urbana

  • Il tema della mobilità urbana nella presentazione iniziale e nelle successive quattro conferenze è stato poco approfondito. È però oggetto di uno speciale quaderno del Gruppo Viganò (vedi). Siccome l’argomento sta a cuore all’Associazione e alla popolazione esprimiamo quello che vorremmo sia accolto nel PDcom.
  • Ridurre il traffico di autoveicoli privati (TIM) sulle strade urbane.
    Il PDcom dichiara di volere alleggerire il traffico veicolare in entrata sviluppando un servizio di TP “strutturante”, cioè un servizio che favorisca lo sviluppo centripeto di qualità, una efficiente ed estesa rete di mobilità lenta e incrementando il trasporto lacustre. Non si può che concordare su un simile enunciato, che però andrebbe concretizzato, ponderato, completato e ben situato nella graduatoria delle priorità e dei programmi attuativi. Far scendere il TIM dal 60% attuale al 20% e far salire il TP dal 7% attuale al 40% è impresa che pare utopica, ma se è detta seriamente deve essere accompagnata da un programma attuativo rigoroso e verificabile passo dopo passo. L’obiettivo di far crescere la percentuale di uso del TP al 30% entro il 2030, dopo 8 anni di gestione PAL3 è  ben lontano da essere anche solo avvicinato (secondo i programmi dovremmo essere a metà dell’opera e invece siamo ai piedi della scala!).
  • La politica dei P&R
    Il PDcom propone/conferma la politica dei posteggi di interscambio periferici. Nella nostra associazione l’argomento suscita perplessità e critiche. Intanto osserviamo che la concezione nata a Lugano negli anni ’80 con il PTL del prof. Caposio, negli ultimi 40 anni è evoluta e si è ridimensionata: dai 14’000 stalli pianificati inizialmente si è ora scesi alla cifra ragionevole di 2000. La teoria è cambiata: non più solo l’ultimo km con i TP, ma per un uso dei TP per quanto possibile dall’origine. Nel Luganese il rafforzamento dell’offerta di trasporto pubblico ha reso possibile e vantaggioso il cambio di concezione. Poi si deve aggiungere la politica di riduzione dei posteggi pubblici e privati in centro, che deve essere condotta con misura ma senza gli infingimenti del passato. In particolare non comprendiamo i progetti di posteggi al Campo Marzio e in altre zone centrali della città.
  • I trasporti pubblici urbani.
    I progettisti del PDcom propongono un servizio urbano svolto da autobus moderni che corrono su quattro nuove linee. La proposta costituisce un netto cambiamento rispetto alla strategia finora seguita che prevedeva la realizzazione di linee tranviarie da Cornaredo al Pian Scairolo. Molti di noi valutano positivamente l’idea del tram urbano; chiediamo che sia pubblicato uno studio di fattibilità relativamente agli obiettivi che si volevano perseguire.
  • La rete attuale delle linee autobus urbane è fitta e con buone frequenze. Suo grande difetto è la bassa velocità commerciale, ciò che si ripercuote su elevati costi di esercizio e modesta attrattività. Crediamo perciò che sia prioritario intervenire in questo campo prima di ristrutturare la concezione della rete. Una linea performante longitudinale sarà certamente ben accolta, ma anche altre dello stesso tipo scelte tra quelle principali lo saranno.
  • La rete ciclabile urbana.
    Tra le misure atte ad abbassare il tetto della mobilità automobilistica si pone la proposta di sviluppo della rete ciclabile luganese, che per liberarsi dalla patente di ultima della classe deve compiere sforzi giganteschi nella concezione della rete e nella sua realizzazione. Il piano comunale dei percorsi ciclabili (del 2016, ma la cui attuazione non è mai iniziata) ci sembra di livello piuttosto rinunciatario, comunque insufficiente a rilanciare il settore. Sugli assi principali urbani i percorsi ciclabili devono essere separati dai percorsi pedonali.
  • La rete pedonale.
    Grande cura deve essere data ai percorsi pedonali rivolti alla mobilità quotidiana, a quella turistica e come complemento ai TP e ai posteggi. Lo standard pedonale in molte strade, oggi angusto e insufficiente, deve essere ampliato, la larghezza regolare dei marciapiedi deve portata ad almeno 2,5 m.  Per la circolazione pedonale sono da ricercare le alberature rigogliose. Molto apprezzato è il completamento dell’area pedonale nel centro storico, attuato con gusto e misura.  Desiderato è il completamento della rete, creando passaggi attraverso proprietà private, eventualmente con acquisizione di diritti di passo.
  • La stazione FFS di Lugano.
    La Stazione FFS è il principale nodo dei trasporti pubblici dell’agglomerato e della città. Stazione dei treni e stazione degli autobus devono essere nodi di pari livello. La stazione ferroviaria con il futuro organico nodo intermodale si trova tra la cosiddetta Città Alta (denominazione che non ci piace per nulla e che preferiremmo fosse chiamato altrimenti) il centro storico di Lugano e il lago, acquisendo in un prossimo futuro nuove importanti funzioni di portata regionale che vengono giustamente prese in considerazione.
    Come pensano però i progettisti di disimpegnare il nodo intermodale della Stazione FFS senza l’anello stradale della Stazione con il solo sottopasso Genzana e senza quello del Tassino, da loro considerato non necessario?
    Positivo il ridimensionamento dei volumi dell’edificio principale SUPSI.
    Positiva la soluzione di edificazione con destinazione scolastica d’interesse regionale (SUPSI) sul sedime ex Pestalozzi con possibile e auspicabile collegamento con l’edificio principale a livello dello spazio verde con sequoia secolare e, al piano terreno sotto pilastrata, il polo intermodale visibile dai binari della stazione.
    Positiva la rinuncia all’edificazione ai piedi della collina di Montarina per non compromettere la vista sul parco del Tassino e il comprensorio alberghiero.
    Negativa la cancellazione del collegamento diretto della FLP con la Stazione.
  • Il nodo della pensilina.
    Il nodo dei trasporti pubblici del Piazzale ex-scuole ha funzione urbana e di interscambio tra le linee urbane. Le linee regionali in generale dovrebbero portare alla Stazione FFS. Anche il Tram-treno dovrebbe attestarsi in pensilina, se, come proposto dal PDcom non dovesse proseguire oltre. In questo caso chiediamo uno studio specifico per valutare l’attestazione in sotterraneo ciò che libererebbe spazio in superfice (con indubbi vantaggi urbanistici), permetterebbe importanti risparmi economici nell’esercizio ordinario e garantirebbe solidità all’orario, cioè puntualità assicurata.
  • Il collegamento pedonale con scale mobili tra Sant’Anna (ex-BSI) e la stazione FFS di Lugano sarà, secondo noi, di grande utilità per portare la stazione in Città e per evitare la conduzione di linee urbane sullo stesso tragitto. Anche per la mobilità ciclistica l’opera rivestirebbe grande importanza se ai suoi piedi fosse realizzato un capiente posteggio per biciclette.
  • Il lungolago
    Conveniamo con la proposta del PDcom di declassare l’arteria a via urbana a traffico misto (pedoni, biciclette, mezzi pubblici, auto) e velocità ridotta. Il lungolago può essere regolato come zona di incontro in cui convivono pedoni, biciclette e autoveicoli e dove gli attraversamenti pedonali sono facili e possibili ovunque sul tratto Piazza Castello-LAC. Sono però necessarie adeguate misure fiancheggiatrici.

Le passeggiate sulla riva del lago e lungo il fiume

La valorizzazione delle rive del lago, da Gandria a Melide, aprendole alla fruizione pubblica non è solo utile ma necessaria.

  • La passeggiata Cassarate – Gandria in riva al Lago
    Con la realizzazione di una attrattiva passeggiata pedonale in riva al lago anche sul tratto della proprietà privata di Villa Favorita a Castagnola e la sua continuazione fino a villa Heleneum si offrirebbe alla popolazione un gioello di eccezionale valore. Trattiamo l’argomento in altre pagine del sito (vedi)
  • La passeggiata a lago da Paradiso a Melide.
    Altrettanto necessaria e auspicabile è la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili (separati) sulla riva del lago da Paradiso a Melide. Le autorità si indirizzano a costruire un nuova struttura viaria con passerelle e nastro pavimentato in riva al lago da Capo San Martino a Melide. È da valutare il possibile uso dell’esistente strada cantonale, liberata dal traffico veicolare, se sarà necessario costruire una nuova galleria nel San Salvatore (vedi), nonostante la rinuncia all’allargamento delle gallerie autostradali a 3 corsie.
  • I percorsi lungo il Cassarate.
    In concomitanza con le opere di rinaturazione del fiume dalla foce al Piano della Stampa si possono/devono realizzare percorsi per pedoni e bici sulle sue rive. La soluzione attuale a traffico misto sarà da modificare, separandone gli spazi di fruizione. Non sappiamo se le due funzioni possono restare entrambe sul lato sinistro del Cassarate o se l’itinerario ciclabile debba essere portato in sponda destra. Una verifica progettuale è auspicata.

Lo sviluppo del territorio di Lugano

  • Il Pian Scairolo
    Il Pian Scairolo deve essere riordinato (come giustamente sostiene Lugano 2050). Lo sviluppo di attività produttive e commerciali deve essere commisurato alla capacità d’accesso esistente, non potenziandola. Una strada a tre corsie deve e può bastare.
    La densificazione deve essere rispettosa del paesaggio e delle numerose emergenze monumentali (in particolare S.Abbondio di Gentilino e nucleo di Barbengo).
  • PSE Cornaredo
    Il dibattito che ha preceduto la votazione popolare ha mostrato che c’è unanimità sulla costruzione degli impianti sportivi. Sui due edifici alti e sullo spostamento delle attività amministrative dal centro la popolazione è invece fortemente divisa.  Si può sostenere il rinvio della costruzione delle torri e delle palazzine residenziali?  Comunque bisogna opporsi alla costruzione  di Via Stadio perché non è necessaria e abbiamo provato che se ne può fare a meno.

Il verde urbano

  • La rinaturazione del fiume Cassarate
    La rinaturazione, per quanto possibile, dell’area fluviale Cassarate è fondamentale per la città. Il Pdcom deve insistere per inserire la sua attuazione tra le opere prioritarie di Lugano e sostenere l’opposizione dell’ATA, CTL e STAN alla grande, inutile , deturpante rotonda sul Cassarate.
  • L’estensione del Parco Ciani verso Cassarate
    La valorizzazione e l’ampliamento del parco pubblico attorno alla foce del Cassarate. è una chiara ed evidente necessità già per Lugano oggi.
  • La maglia verde a San Maurizio di Rovello
    Segnaliamo il significativo spazio verde di grande qualità paesaggistica (inspiegabilmente dimenticato dalla  “maglia verde” del  PAL3) che comprende la collina di Rovello, il complesso di S.Maurizio e i suoi dintorni che rappresenta per gli abitanti di Massagno, Savosa, Porza e Lugano un luogo ricco di memorie storiche nonché di opportunità di svago. Il PDCom individua sulla sua cartografia solo il Parco Tre Pini che è una minima parte di un’area tuttora agricola (privata) e naturale (pubblica) con un percorso all’ombra del bosco ai piedi e sulla cresta della morena glaciale di Nalva, per di più in relazione possibile con l’area verde di Ronchetto già attrezzata per lo svago.
  • Parco del Camoghé.
    Val Colla e versante ovest del Gazzirola rappresentano più del 60% della superficie del Comune. Ciò che in Lugano 2050 avrebbe nome e qualifica di parco del Camoghé è un’ampia area naturale e antropizzata di montagna che va ben al di là dei confini amministrativi della città di Lugano, in Val d’Isone e Bellinzona a nord, in Valsolda a est.  Nell’ottica di una più completa e organica valorizzazione si suggerisce di pensare a un parco regionale nazionale (v. disposizioni federali e finanziamenti e Analisi di fattibilità, Valli di Lugano, 2019) e internazionale con riferimento alla Convenzione europea del paesaggio (fondi di finanziamento EU).
  • Boschi
    La cospicua superficie boschiva del Comune copre il 63% dell’area totale, di cui il 50% è pubblica (per il 20% demaniale, per l’80% patriziale). Nell’ottica di una adeguata gestione dei boschi la parte privata rappresenta un problema poiché in massima parte non più frequentata né mantenuta.
  • Parchi pubblici di quartiere
    Nell’ottica riconosciuta della sostenibilità e resilienza dell’abitato è non solo utile ma necessaria la creazione di parchi pubblici di quartiere. La definizione e/o rivalorizzazione dei Centri civici in ogni costellazione può essere il fondamentale elemento generativo.