Via San Gottardo: noi la vediamo così

Progetto respinto

Giustamente, ma un po’ casualmente (è mancato un unico voto), il 26 marzo scorso il Consiglio comunale di Massagno non ha accettato il progetto di sistemazione di via San Gottardo studiato e proposto del Municipio in collaborazione con il Cantone (fig 1). Il sussulto è intervenuto all’ultimo momento a seguito di considerazioni critiche espresse in aula da qualche consigliere. In effetti però c’erano tutte le ragioni per rinviare l’approvazione della proposta:

  • il progetto era incompleto (mancano le proposte di sistemazione degli incroci della Cappella delle due mani e dell’incrocio al Sole con via Selva e via Miravalle!
  • il progetto distrugge senza appello gli alberi secolari d’alto fusto e svilisce gli edifici storici di Villa Mina e ex Pensione Oberland;
  • la proposta di fascia centrale rossa larga 2m suscita perplessità.

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Speriamo che il nuovo Municipio, uscito dalle recenti elezioni, non riproponga subito il MM tale e quale ma intraprenda una accurata riflessione e una appropriata verifica della proposta di assetto viario, che per il Comune di Massagno è di grandissima importanza . La pausa di riflessione sarebbe giustificata da vari fattori quali l’esame e la conclusione del PR Cappella delle due mani, la proposta di interrompere il transito attraverso Via Selva, la raccolta dell’esperienza della semaforizzazione dell’incrocio Arizona. In questo periodo potranno essere ripresi i contatti con il Cantone e con i progettisti per valutare i complementi e le migliorie che si potrebbero apportare al progetto per renderlo accettabile alla cittadinanza. L’applicazione di un processo di revisione aperto e partecipativo sarebbe molto auspicabile.

Da parte nostra formuliamo qualche considerazione sulle scelte che il Comune dovrà prendere.

  1. Via San Gottardo non più arteria principale.
    L’apertura al traffico della galleria Vedeggio-Cassarate permette di collocare la Via San Gottardo nella categoria delle strade cantonali secondarie. All’origine, nel 1970, il raccordo autostradale di Lugano nord si inseriva su due arterie principali di pari grado: Via Besso prevalentemente in entrata e Via San Gottardo prevalentemente in uscita. Poi la realizzazione della galleria Vedeggio-Cassarate e la proposta di riassetto dello svincolo ora chiamato” Porta Ovest” hanno permesso di modificare la gerarchia stradale: Via Besso è confermato asse urbano principale, mentre Via San Gottardo può diventare secondaria, come è illustrato nello schema sottostante (Fig.2).La revisione della gerarchia stradale, pur importante, influisce non tanto sul traffico quanto sul contesto urbanistico in cui la strada è collocata. Vale a dire che sulle strade principali le esigenze del traffico e della capacità di deflusso sono preminenti, nel caso delle strade cantonali secondarie invece le esigenze urbanistiche, la qualità dello spazio urbano, l’efficienza del trasporto pubblico, la mobilità pedonale, la mitigazione degli effetti ambientali e della sicurezza salgono di grado e diventano preminenti.
  2. Ridisegno dello schema Porta Ovest
    Per conformarsi alla nuova gerarchia stradale ci sembra che sarebbe opportuno modificare lo schema viario proposto da Porta Ovest, per esempio piegando un’asta della forcella verso Vezia invece che verso l’incrocio della Cappella delle due mani. In questo modo si favorirebbero le relazioni verso Vezia e la collina di Cureglia e Comano. Il nuovo assetto dell’incrocio consentirebbe di recuperare terreni per il centro sportivo Valgersa e toglierebbe l’intralciante accesso dell’a-club sulla strada principale. (Fig.3)
  3. Via Lepori e incrocio della Cappella delle due mani
    La nostra analisi della variante di PR concernente il comparto di Via Lepori e l’incrocio della Cappella delle due mani (vedi) ci ha portato a concludere che è altamente inopportuno staccare Via Lepori dall’incrocio, poiché l’azione creerebbe gravi complicazioni e difficoltà alla mobilità degli abitanti del nucleo centrale del Comune. Quindi proponiamo di confermare l’assetto  dell’incrocio esistente ma estendendo la zona 30 km/h anche a Via Lepori.
  4. Assetto di Via San Gottardo. ( Fig. 4)
    La proposta elaborata per il Municipio dagli architetti Antonio e Luca Antorini serve da base per le nostre considerazioni.
    Favorire i trasporti pubblici.
    Per favorire l’avanzamento senza intralci dei mezzi pubblici la proposta di una regolazione semaforica che li agevoli e la collocazione delle fermate sulla corsia sono a nostro parere appropriate allo scopo.
    In questo modo non è necessario realizzare corsie riservate, costosissime e invasive, e l’esercizio dei TP sarà ugualmente efficiente
    Ampliare il marciapiede sul lato nord
    Invece di realizzare una fascia rossa larga 2m al centro della strada preferiamo che sia allargato il marciapiede esistente sul lato nord di Via San Gottardo . Così si possono favorire le fermate dei mezzi pubblici e anche piantare un filare di alberi per abbellire l’entrata del viale.
    Posteggi laterali?
    Il progetto degli architetti Antorini propone, sul lato sud della via, una sequenza di nicchie adibite a posteggi di corta durata per il servizio delle attività adiacenti. A nostro parere la proposta andrebbe verificata dal punto di vista della sua compatibilità con lo svolgimento della circolazione (soprattutto dei trasporti pubblici) e con la fascia pedonale, ma senza insistere su una rigida completezza.
    Chiudere via Selva al traffico di transito
    L’incrocio al Sole dovrà essere semaforizzato e le due strade Via Selva e Via Miravalle riunite. La nuova regolamentazione potrà essere attuata contemporaneamente ai lavori di sistemazione stradale, senza attendere ulteriori scadenze.
    Non distruggere le alberature secolari, non svilire i beni storici e artistici posti sul ciglio della strada .
    Sul tratto inferiore di Via San Gottardo, di fronte agli edifici storici di Villa Mina e della ex-Pensione Oberland, si sono conservati maestosi alberi di alto fusto che risalgono all’epoca della loro costruzione, cioè al primo decennio del XX secolo. Le alberature, i muri di sostegno dei giardini e ovviamente gli edifici rappresentano elementi di incommensurabile valore oltre che testimonianze uniche degli esordi dello sviluppo urbanistico del Comune. (fig.5)
    Dal punto di vista funzionale non c’è nessuna ragione per allargare la strada in quel tratto. La prevista, minuscola corsia riservata agli autobus è del tutto superflua. Per contro la perdita dei valori e delle testimonianze sono incommensurabili.

 

Illustrazioni relative al testo

Fig. 1. Assetto proposto dal Municipio

La proposta degli architetti Antorini disegna una fascia rossa al centro della strada, crea posteggi laterali e lascia il marciapiede destro così com'è, cioè stretto 1,5 m.

Fig. 2. Gerarchia delle strade

La gerarchia stradale rivista: in rosso strade cantonali principali, in arancione secondarie, in giallo locali.

Fig. 3. Ridisegno auspicato della "Porta Ovest"

Auspichiamo il ridisegno del progetto di Porta Ovest, indirizzando il traffico verso Vezia e creando un accesso al club di fitness da sud. L'idea permette di recuperare prezioso spazio verde.

Fig. 4. Riassetto desiderato di Via San Gottardo

Il riassetto di Via San Gottardo che desideriamo assegna maggior attenzione ai pedoni e alla tutela dei valori degni di protezione.

Fig. 5. Salvare la sostanza storica e artistica di Villa Mina

Villa Mina realizzata nel 1912 dal famoso architetto Paolito Somazzi. Gli alberi e il muro di sostegno del giardino sono coevi.