Le ragioni del referendum e dell’iniziativa

Perché referendum?

A Massagno è stato lanciato il referendum contro la decisione di avviare il Piano regolatore dell’area della trincea. Un atto di questo genere è rarissimo, di solito le opposizioni popolari avvengono a conclusione della procedura pianificatoria e non all’inizio, ma la decisione del Consiglio comunale di Massagno è talmente singolare e si scosta dalla normalità, che l’azione si giustifica. Infatti il Consiglio comunale non ha solamente deciso di allestire il Piano regolatore di una parte sensibile del territorio comunale, ma ha pure indicato, con una certa precisione, come vuole sia realizzato. Ha stabilito che il Comune "si impegna" ad allestire un Piano regolatore basato su di un "Viale della Stazione", a lato del quale, su terreni non edificati, siano costruiti nuovi edifici e sull’altro lato, su terreni edificati e abitati, sia realizzato un parco pubblico.

Preoccupazione

Sono indicazioni che preoccupano i cittadini desiderosi di preservare il pregiato territorio comunale da interventi che ne snaturino le alte qualità residenziali. Nessuna opposizione all’insediamento della SUPSI alla Stazione di Lugano e a un Campus universitario, ma ferma resistenza all’ipotesi di una strada sulla trincea (inutile, dannosa e costosissima), a un parco sopra un quartiere oggi abitato e all’estensione delle già ampie e dense zone edificabili.

Stesse finalità, ma in altro modo

Contemporaneamente al referendum è stata lanciata una iniziativa popolare che persegue, in altro modo, gli stessi obiettivi del progetto municipale. Propone anch’essa un parco pubblico per la città e per il quartiere, sulla trincea e non al posto delle abitazioni di Pasquee. Propone il Campus universitario attorno al parco, nelle zone già edificabili, senza estenderle. Ai promotori sembra una proposta semplice, ragionevole e meno costosa di quella municipale.

Partecipazione popolare, finalmente

È certamente lecito sostenere l’assetto territoriale proposto dal municipio ma lo è altrettanto opporvisi. Ai più appare peraltro incomprensibile l’accanimento delle autorità a proporre una soluzione pregiudiziale che sin dall’inizio si sapeva non condivisa, poco motivata e mai messa in pubblica consultazione. Adesso è offerta ai cittadini l’occasione per esprimere il proprio parere ed è occasione benvenuta.