Prima e dopo il ricorso

Ecco la sequenza dei passi che hanno portato alla situazione attuale.

1. Il Messaggio del Municipio di Massagno: piano vincolante!

Il 13 gennaio 2010 il Municipio di Massagno licenzia il MM 2112 intitolato “Richiesta di un credito di 140’000 fr. per l’allestimento del PR-TriMa … nell’ambito dell’attuazione del MasterPlan-CittàAlta “ (vedi). Al MM sono allegati il MasterPlan-CittàAlta (vedi) e la Convenzione per la pianificazione intercomunale TriMa (vedi).
Il MasterPlan-CittàAlta si presenta come un piano di indirizzo (art.33 LALPT) molto dettagliato. Propone di realizzare attorno a una nuova strada sulla trincea (chiamata Viale della Stazione) un nuovo quartiere ad altissima densità (indice di sfruttamento fino a 4, più del doppio di quanto c’è oggi a Bomborozzo, cosa mai vista a Lugano!) e un nuovo parco urbano ottenuto espropriando il quartiere di Pasquee.
Il TRAM, nella sua sentenza del 13 aprile 2011 (punto 3.2) ha confermato che la proposta municipale sarebbe stata censurabile (inammissibile!), e che solo l’emendamento del Consiglio comunale l’ha salvata.

2. La petizione di 765 abitanti

Il 20 febbraio 2010, 765 abitanti di Massagno hanno inoltrato una petizione per scongiurare l’ipotesi di un "Viale della Stazione" sulla Trincea e per invitare il Municipio a ripresentare una soluzione urbanistica più in sintonia con i tempi e con il PTL. Ma non hanno avuto né ascolto né tantomeno successo.

3. La risoluzione del Consiglio comunale di Massagno: vincoli allentati

Il Consiglio comunale di Massagno il 29 marzo 2010 ha deciso di adottare la convenzione proposta dai municipi di Massagno e di Lugano con un significativo emendamento. (vedi)
Il Consiglio comunale ha voluto in questo modo mitigare la perentorietà della proposta municipale.
Coloro che si sono opposti hanno però ritenuto l’emendamento insufficiente e poco chiaro, principalmente per due motivi:

  1. perché il MasterPlan-CittàAlta, per sua natura è già indicativo, come ogni “piano di indirizzo” o “piano direttore” (che sono la stessa cosa). Leggi il parere di Adelio Scolari che coincide con quello del sindaco. Leggi ancora Adelio Scolari sulla portata del PD.
  2. perché se si voleva dire che il MasterPlan-CittàAlta non condizionerà le scelte future bastava dirlo esplicitamente, senza invece fare ripetutamente riferimento al MasterPlan-CittàAlta, ben 14 volte in 8 articoli. E invece non lo si è detto, anzi …

L’ambiguità della formulazione lasciava il timore che l’impostazione generale del MasterPlan-CittàAlta fosse comunque perseguita. Per queste ragioni e per l’imprecisione del testo, un gruppo di cittadini ha fatto ricorso contro la contorta decisione del Consiglio comunale.

4. Il Consiglio comunale di Lugano ha deciso un suo inequivocabile indirizzo urbanistico

Il Consiglio comunale di Lugano, il 14 giugno 2010, ha affrontato il problema in modo diverso: è entrato nel merito della proposta pianificatrice, modificando l’indirizzo originale del MasterPlan-CittàAlta per permettere di insediarvi la SUPSI. (leggi la risoluzione).
Il Consiglio comunale di Lugano ha inequivocabilmente stabilito (unilateralmente e senza consultazione della popolazione):
1. L’indirizzo del MasterPlan-CittàAlta, “cioè lo sviluppo di un asse cittadino lungo il quale edificare fabbricati urbani per complessi post-terziari, commerciali e abitativi, é integrato con un nuovo progetto di sviluppo di un Campus universitario comprensivo di parco e di edifici scolastici”(leggi);
2. Il Viale della Stazione, da Massagno alla Stazione, è confermato, ma con un significato ed una gerarchia di semplice strada adibita alla mobilità lenta per il nuovo quartiere;
3. Il parco urbano è confermato.
La scelta di Lugano incontra la nostra decisa opposizione (già l’abbiamo detto e ripetuto: per noi niente strada, un bel parco sulla trincea, le zone edificabile esistenti bastano e vanno dedicate all’abitazione, anche per gli studenti SUPSI).

5. La sentenza del TRAM

Il 13 aprile 2011 il TRAM ha respinto il ricorso di 11 cittadini contro la decisione del Consiglio comunale di Massagno
Il TRAM sostiene, in uno stringato paragrafo (leggi) che il Consiglio comunale non ha adottato un Piano Regolatore e che “Ia convenzione non contiene elementi pianificatori vincolanti [per i terzi] proprio a seguito della sua modifica operata dal legislativo” e che la decisione degli organi comunali “non ha per effetto di assumere i contenuti del masterplan
Il TRAM poi, non è entrato nel merito delle censure sollevate a proposito della partecipazione della popolazione, della razionalità del comprensorio, delle incongruenze contenute nel testo della convenzione, rinviando la trattazione di questi temi ai passi successivi del processo di pianificazione.
La sentenza del TRAM non è molto utile e non fa ripartire subito l’avvio della pianificazione. Prima si dovranno appianare le divergenze tra la decisione di Lugano e di Massagno.