Le nostre critiche al Polo sportivo e degli eventi (PSE) proposto dal Municipio

I cittadini per il territorio del Luganese giudicano negativamente il Polo sportivo e degli eventi (PSE) di Cornaredo, soprattutto per ragioni urbanistiche e di sostenibilità ambientale, economica e sociale.
L’Associazione sostiene il referendum e respinge il ricatto del prendere o condannare il FCL alla retrocessione.

Leggi la nostra analisi.
Leggi la decisione di sostenere il referendum.
Leggi Martino Rossi (membro della nostra Associazione) su naufraghi.ch
Leggi volantino delle associazioni CT-L, ATA, STAN

1. Sbagliato sviluppare la Città in periferia e indebolire il Centro Città

Purtroppo i Piani Regolatori adottati dalla Città indirizzano lo sviluppo urbano dei prossimi 15 anni verso la periferia:

  • verso il  Pian Scairolo, dove il PR vuole raddoppiare gli esistenti contenuti commerciali di un insediamento già saturo e propone un altro enorme Polo fieristico- congressuale (chiamato Porta Sud) con un impatto quasi doppio del PSE
  • verso il Nuovo quartiere a nord di Cornaredo, dove il PR-NQC pianifica alti e massicci edifici per inserirvi abbondanti contenuti di nuovi uffici e abitazioni (6500 nuove unità)

Contro queste derive, dannose e indesiderate, le Associazioni e i cittadini impegnati nella tutela del territorio hanno opposto ricorsi davanti ai tribunali: l’ATA contro il PR-Scairolo, la STAN contro il PR-NQC.

 

2. Dannoso togliere posti lavoro dal Centro città

Il PSE si propone di inserire a Cornaredo 20’000 mq di nuovi uffici, circa 600 impieghi, quasi tutti sottratti dal Centro città. Il Comune pianifica di spostarvi gran parte della sua amministrazione e fa pressione affinché anche il Cantone vi sposti il suo Palazzo di Giustizia..
In una situazione di forte crisi immobiliare, con un numero sovrabbondante di uffici e appartamenti vuoti, la strategia perseguita dalle Autorità cittadine avrà gravi conseguenze per un Centro città boccheggiante.
Non siamo d’accordo

Non possiamo sostenere un’operazione che svuota il Centro Città di varie centinaia di posti di lavoro e di molte attività che operano a favore della clientela pubblica. Critichiamo questa scelta che indebolisce l’economia cittadina e peggiora la mobilità.

 

Ripercussioni negative
Si sa che i posti di lavoro in centro sono un fattore determinante per i commerci e per la vita cittadina. Molti negozi, ristoranti, centri del tempo libero, sportelli pubblici contano tra i loro clienti un gran numero di impiegati che lavorano in prossimità. Trasferendo altrove la sede degli uffici pubblici, calerà la cifra d’affari di molte attività economiche localizzate nel centro.
La perdita di immagine del centro città ha anche un forte valore simbolico. L’Amministrazione comunale e l’amministrazione della Giustizia, simboli del potere amministrativo e giudiziario, lasciano il loro luogo storico al centro della più importante città del Cantone per spostarsi in un polo sportivo, colorando inevitabilmente di significato negativo la scelta delle Autorità.
Inoltre il trasferimento dei posti di lavoro e delle istituzioni peggiora la loro raggiungibilità con i trasporti pubblici. Oggi, in Centro, essi sono ottimamente serviti dalla Stazione FFS di Lugano, domani anche dal tram/treno. Non così a Cornaredo, zona ben servita dalla galleria stradale ma meno bene dai trasporti pubblici, non solo oggi ma anche in un futuro prossimo.
Quella delle Autorità comunali ci sembra dunque una operazione sbagliata, alla luce delle gravi ripercussioni negative che si possono prevedere.
Leggi anche la lettera della Signora Delia Riberti: Il centro di Lugano deve vivere.
Pareri autorevoli
L’ing. Piero Früh, operatore del PR di Lugano per molti anni, ha espresso sul CdT del 16 maggio 2018 un parere molto critico sull’idea di trasferire unità amministrative dal Centro città a Cornaredo. Sulle sue argomentazioni concordiamo pienamente. Leggi.
Adriano Cavadini, ex consigliere nazionale, economista autorevole, animatore di importanti attività politiche e culturali (Associazione Carlo Cattaneo) ha pubblicato sul Corriere del Ticino due acuti articoli sulla crisi del centro città di Lugano. Leggi.

3. Non cementificare anche l’area sportiva

Nell’area sportiva di Cornaredo sono pianificati i seguenti contenuti estranei:

  1. Due alti edifici di 12 piani, per uffici.
  2. Un lungo edificio per i servizi della Polizia comunale
  3. Quattro palazzoni di 9 piani, per uffici, o per abitazioni
  4. Una nuova strada principale a 4 corsie che porterà 20’000 veicoli al giorno

 

Lugano dispone di una grande e bella area per le attività sportive situata in una favorevolissima posizione urbana. Oggi è usata soprattutto per la pratica del calcio e dell’atletica. Purtroppo il PSE prevede di usarne una parte rilevante per costruirvi massicci edifici (torri, palazzi, blocchi amministrativi) e per inserirvi una nuova frequentatissima strada a quattro corsie (20’000 veic/giorno) che la taglia nettamente in due.

Perché costruire uffici e abitazioni al posto degli impianti sportivi?

Non vediamo la necessità di costruire nel comparto sportivo opere di scarsa utilità pubblica. Pensiamo che se i privati avessero reali interessi alla costruzione di tali opere, potrebbero senz’altro realizzarle in luoghi poco distanti, ma dubitiamo che lo vogliano. Infatti solo un gruppo immobiliare ha partecipato al concorso. Per fargli accettare l’incarico il Municipio ha dovuto assicurargli condizioni di favore (affitto di una intera torre e canone del diritto di superficie diluito su 90 anni). La scelta di impegnare parte dell’area sportiva per costruire uffici e abitazioni costringe Lugano a spostare fuori città, al Maglio, le attività sportive per giovani e dilettanti, con spese supplementari (50 Mio fr) e con forti disagi. La scelta di affittare una cosiddetta “torre” obbliga il Comune a trasferirvi buona parte della sua amministrazione ora insediata in centro Città.

La scelta è stata fatta solo per mascherare l’indebitamento, ammette il Municipio.

Quindi non per necessità o per motivi funzionali o urbanistici. Il Municipio ha scelto la formula del leasing per non far apparire un aumento del debito. Concedendo ai privati il diritto di superficie (al prezzo di 2000 fr per mq di SUL) il Comune vuole incassare 80 Mio fr. diluiti su 90 anni.
Le collaborazioni pubblico-privato funzionano se i vantaggi sono equamente distribuiti tra le parti. In questo accordo c’è invece un manifesto squilibrio: la città ha bisogno del contributo finanziario dei privati ma non ha bisogno dei loro edifici di reddito, che nemmeno il mercato vuole. Per accaparrarsi il finanziamento ha perciò dovuto fare concessioni costose e urbanisticamente compromettenti. Nella questione del finanziamento noi siamo dell’opinione che il diritto di superficie da usare per finanziare lo stadio di calcio non debba essere necessariamente legato al terreno di Cornaredo. La città potrebbe usare altre aree di sua proprietà (per es. Conza, Macello) per finanziare lo stadio di Cornaredo. Se il Comune avesse condotto, nei decenni passati, una avveduta politica fondiaria (invece di lasciare sempre e solo ai privati l’iniziativa) ora avrebbe qualche strumento in più per finanziare la realizzazione dello stadio di calcio.

4. La città deve riconsiderare le sue priorità.

La crescita della città non sarà più quella pianificata (ma per fortuna non avvenuta).  Lo sviluppo demografico si attenuerà e anche le attività si svilupperanno in modo diverso da quanto programmato. Il futuro dovrà dunque essere riconsiderato pianificando i passi da fare, adattandoli ai bisogni riconosciuti e alle grandi riserve di spazi disponibili, residenziali e amministrativi.

La Città, oltre all’ammodernamento dello stadio e alla costruzione del palazzetto dello sport, ha numerosi progetti arretrati: sistemazione dell’area e del polo dei trasporti pubblici alla stazione FFS, valorizzazione del Lungolago, rinaturazione del corso del fiume Cassarate, sviluppo del comparto del Campo Marzio, inserimento del tram treno in città, rafforzamento della relazione stazione FFS-Città, riordino del comparto del Pian Scairolo, sviluppo di attrattivi percorsi pedonali e ciclabili, valorizzazione dei villaggi aggregati, dei loro parchi e attrezzature locali.
In questo lungo, costoso e incompleto elenco di cose da fare non c’è la realizzazione di immobili extrasportivi a Cornaredo.

5. Il PSE non è un progetto sostenibile

Per essere definito “sostenibile” un progetto deve essere equilibrato e duraturo negli ambiti
ambientale, economico e sociale.
Ambiente

Il PSE non usa il territorio con parsimonia, né con rispetto ambientale

  • Il PSE vuole costruire nell’area sportiva 300’000 metri cubi di edifici di reddito, non necessari alla crescita della città nei prossimi 15 anni, e quindi contrari alle prescrizioni della legge.
  • Obbliga a spostare i campi sportivi per le attività giovanili al Maglio, un’area periferica mal servita dai trasporti pubblici.
  • Costruisce una nuova strada a quattro corsie (altri 5000 m² di asfalto) in aggiunta alla esistente via Sonvico. La nuova strada sarà molto frequentata (20.000 veicoli/giorno), inquinerà l’aria ed emetterà rumori molesti nella delicata area sportiva.
  • I circa 500 posteggi necessari per gli uffici e le residenze producono forte traffico autoveicolare che nelle ore di punta supera addirittura il massimo prescritto dal Regolamento edilizio.
  • Lo stadio e il palazzetto dello sport sono scavati per circa 10 metri nel sottosuolo. I 200.000 metri cubi di materiale di scavo (sembra contenente arsenico) dovranno essere trasportati altrove con un traffico di decine di migliaia di camion, operazione non certamente ecologica.
Economia.

Il PSE rappresenta uno spreco di risorse economiche.

  • L’ attuazione del PSE richiede un enorme sforzo finanziario da parte del Comune e dei privati. Insieme investiranno 450 Mio fr. Solo una parte ridotta del colossale investimento è sostenuto da un chiaro interesse pubblico. Il resto è speculazione immobiliare.
  • L’accessibilità del PSE e del NQC con i trasporti pubblici sarà insufficiente. Le autorità sognano la costruzione di una linea tram dal Centro alla Ressega: operazione costosa (150- 200 Mio fr), difficile da realizzare per i grossi sconvolgimenti urbani che provoca. Senza il PSE il tram non sarebbe necessario, basterebbe il potenziamento delle linee autobus.
  • Ma l’investimento del PSE sarà solo una parte delle spese necessarie per completarlo. Nella zona dovrà essere risistemata la via Sonvico, a nord dello Stadio, dovrà essere costruito il capiente P&R (600- 1000 pa) ed edificata la fascia prospettante a nord il PSE, specialmente la proprietà comunale dove sorgono le AIL (ancora altri uffici?).
  • Il cambiamento di orientamento nello sviluppo urbano (creazione di un polo lavorativo periferico) trascina con sé successive necessità di investimenti quali: l’adeguamento del centro città, con massicce dismissioni di posti lavoro e trasformazioni strutturali; lo spostamento anche di attività commerciali dal centro alla periferia; la costruzione di nuovi edifici scolastici e altro .
Società

Il PSE sconvolge l’assetto urbano, senza averne misurato le conseguenze.

  • La città è cresciuta nel tempo con successivi assestamenti. Nei recenti decenni, Lugano ha subito le conseguenze di operazioni da lei stessa determinate ma di cui non aveva ponderato le conseguenze. In particolare non aveva considerato le conseguenze degli insediamenti commerciali nel Pian Scairolo, dello sviluppo del Polo del Vedeggio, della dispersione periferica delle abitazioni.
  • Finché la Piazza Bancaria girava a pieno ritmo, alimentata dalle evasioni fiscali dei cittadini esteri, i grandi benefici hanno nascosto le incrinature della struttura economica e sociale. Ora che quel meccanismo si è fermato per sempre, si vede che la preminenza della città sull’agglomerato e sul Cantone è insidiata da più parti.
  • Il riassetto strutturale della città non è dunque più procrastinabile. Deve essere svolto con la partecipazione dei cittadini, partendo dalla constatazione che oggi l’attrattiva della città è calante, che gli abitanti diminuiscono, i posti di lavoro qualificati emigrano, lo sviluppo turistico è in grave ritardo.
  • Non è certamente con un’operazione gravida di conseguenze controverse come quella del PSE, molto impegnativa finanziariamente, che la città curerà la crisi e porrà le basi della sua ripartenza.

Sono necessarie alcune correzioni lessicali

  • I due edifici amministrativi dove si vorrebbero trasferire, tra l’altro, gli uffici dell’amministrazione comunale non possono  essere chiamati “Torri” perché sono edifici più larghi che alti (56×40).
  • I quattro edifici su Via Trevano, alti 9 piani, non possono essere chiamati con il vezzeggiativo di “Palazzine”, ma correttamente dovrebbero essere chiamati “Palazzoni”.
  • È pure scorretto, alla luce dei contenuti previsti, chiamare ancora “Polo sportivo e degli eventi” il comparto di Cornaredo,  che oggi si può chiamare così, ma domani quando si toglieranno gli impianti sportivi e al loro posto si inseriranno massicci edifici civili, snaturando profondamente il comparto, dovrà cambiare nome perché a quel momento l’attività sportiva sarà minoritaria.