A: Conservare la storica linea FLP

Il progetto tram-treno vuole dismetterla

Il progetto definitivo del Tram-Treno prevede la dismissione della tratta FLP esistente tra Bioggio Molinazzo – Lugano FFS (via Muzzano / Sorengo), che verrà rimpiazzata da un servizio su gomma (Rapporto generale, pag. 8)

L’opinione di Marco Sailer

Non ha senso smantellare la storica FLP (CdT 12.01.2018)

Dieci ragioni per mantenerla in vita

Ecco le dieci ragioni che consigliano di mantenere in vita la linea storica. (I dettagli nei paragrafi seguenti)

  1. Resta utile e avrà abbastanza utenza.
  2. Non rappresenta un doppione.
  3. Non richiede maggiori investimenti, né maggiori spese d’esercizio, anzi permette di risparmiare le spese calcolate per svolgere un servizio autobus sostitutivo.
  4. Permette di adottare un modello di esercizio più aderente alla domanda, fornendo cioè maggior frequenza di corse sul ramo Agno Ponte Tresa, che ha un forte carico, piuttosto che su quello di Manno, che ha un debole carico.
  5. I tempi di percorso per raggiungere con la FLP la stazione FFS di Lugano sono equivalenti a quelli con il tram-treno. Nel progetto di sistemazione della Stazione FFS di Lugano è già considerata la possibilità di migliorare la relazione pedonale diretta.
  6. Il servizio della FLP permette di evitare l’uso delle inquietanti scale mobili in cunicolo, previste dal progetto tram-treno.
  7. Il tracciato FLP serve le zone residenziali di Sorengo, Muzzano e Collinadoro e le loro importanti aree di svago di importanza regionale.
  8. Mantenendo in funzione la linea si tengono aperte ulteriori possibilità di sviluppo, per ora solo potenziali.
  9. l tracciato ha un valore storico e simbolico importante. È un’opera realizzata nel 1912 superando le discordie tradizionali.
  10. Il tracciato è panoramico e piacevolissimo. Completa l’offerta turistica del Luganese e ne costituisce un’attrattiva di valore.

Mantenendo in funzione la linea di collina si rende altresì più stabile il sistema di trasporto, perché a guasti sulla linea in galleria si può sopperire con quella in superficie, e viceversa.

Avrà abbastanza utenza

I calcoli effettuati dagli esperti progettisti indicano che per l’anno 2030 i passeggeri del Tram-Treno si suddivideranno in parti quasi uguali tra quelli diretti in centro città e quelli diretti alla stazione FFS. Anche in presenza della galleria ferroviaria Bioggio-Lugano centro sulla vecchia linea resterà dunque un potenziale di più di 8000 passeggeri al giorno, una cifra addirittura maggiore dell’utenza attuale.

La linea non è né un ramo secco né un doppione

Un ramo secco, ferroviariamente parlando, è quello che ha poca utenza, costa molto ed è votato a morte naturale. Non è il caso della storica FLP:

  • perché avrà molta utenza, non costerà di più e morirà solo se la si vorrà far morire.

Un doppione è quello che offre lo stesso servizio di un’altra linea, raddoppiandone i costi. Non è il caso della storica FLP:

  • perché si tratta di una linea complementare a quella in galleria: una serve a raccordare il Piano del Vedeggio alla stazione FFS (e viceversa), l’altra serve a raccordare il Piano del Vedeggio al centro città (e viceversa).
  • perché non ne aumenta i costi, che resteranno uguali ma ripartiti su due linee,
  • perché la vecchia linea offrirà un servizio indispensabile, che il nuovo impianto non riuscirà ad offrire. Infatti a fronte di una crescita dell’utenza del 100% il Tram-Treno offre un aumento di corse per Ponte Tresa solo del 50% (dalle odierne 4 corse all’ora alle 6 corse previste) oltretutto con convogli meno capienti. Invece mantenendo la linea di collina si riesce a raddoppiare l’offerta (8 corse all’ora).

Un modello di esercizio non aderente all’utenza

L’esercizio proposto dal progetto Tram-Treno (6 corse orarie su ogni linea)  è scorretto perché è uniforme. Non corrisponde al carico squilibrato dell’utenza (85% sul ramo di Ponte Tresa, 15% sul ramo di Manno).
Sul ramo di Ponte Tresa (oggi 4 corse all’ora) l’aumento dei passeggeri sarà del 100%, ma il numero di corse aumenterà solo del 50% (6 corse all’ora), oltretutto con convogli meno capienti.
Sull’altro ramo, quello da Bioggio verso Manno, dove si prevede un’utenza molto bassa, l’offerta di corse prevista (6 corse all’ora) è sovrabbondante.

Modello di esercizio più aderente alla domanda

Mantenendo in esercizio la linea storica, si può configurare un modello di esercizio più conforme alla domanda:

  • Sulla linea Agno-Bioggio: 8 corse all’ora per 14’000 passeggeri/giorno, alternativamente una corsa per la Stazione FFS e una per la Città
  • Sulla linea Manno-Bioggio: 4 corse all’ora per 2’100 passeggeri/giorno
  • A Cavezzolo, coincidenze e interscambio.

Il nuovo modello è stabile e non comporta cambiamenti di cadenza da 10′ a 15′ durante la giornata, operazione complessa su linee a binario unico.
Il numero di corse all’ora resta di 12, ma non ripartito uniformemente:
verso Lugano ce ne saranno 4 sulla linea per la stazione e 8 in galleria;
nel Piano del Vedeggio, 8 verso Ponte Tresa e 4 verso Manno.