Ragioni giuridiche

Oltre ai sostanziosi argomenti funzionali e pianificatori che abbiamo messo in evidenza nelle altre pagine del sito, ci sono forti regioni giuridiche, violazioni delle leggi e prescrizioni che giustificano la nostra opposizione al progetto ferroviario nel comparto di Cavezzolo.

Il nostro obiettivo è di migliorare l’assetto di Cavezzolo e salvare la linea FLP di collina. Cerchiamo il dialogo, finora negatoci, ma abbiamo solidi argomenti per rivolgerci, se necessario, fino alle alte istanze.

1. Il Progetto TT non è stato pubblicato nei comuni della collina, in violazione dell’art. 18d della legge federale sulle ferrovie (Lferr).

a) lo smantellamento della linea FLP fa parte del progetto Tram-treno (vedi piano RTL 000 D/011 e rapporto 001, pag 8). l’art. 18 pto1 Lferr precisa che la modifica degli impianti ferroviari richiede l’approvazione dei piani da parte dell’UFT secondo la procedura stabilito dalla Lferr.

b) la scissione dell’approvazione del progetto in due tappe (come pretendono FLP e DT): prima la rete RTL (nodo di Cavezzolo compreso), poi lo smantellamento della linea di collina, non è conforme alla legge (all’art. 18h pto 2 Lferr). L’articolo prescrive che il progetto può essere approvato a tappe solo se “la loro trattazione separata non pregiudica la valutazione globale del progetto“. Nel caso specifico il progetto dell’ impianto di Cavezzolo impedisce il mantenimento in esercizio della linea di collina, quindi l’approvazione della prima tappa è pregiudizievole per la seconda.

Chiediamo dunque che il progetto sia pubblicato anche nei Comuni della Collina, e ai cittadini e alle Associazione sia dato il diritto di opporsi.
Chiediamo che il progetto sia approvato con una procedura unitaria, senza essere suddiviso in tappe.

2. L’impianto ferroviario a Cavezzolo non usa il suolo in modo parsimonioso ma lo spreca senza necessità.

Viola dunque l’art. 1 e l’art. 3 della legge sulla pianificazione del territorio (LPT).
Più di tante parole vale l’illustrazione del progetto. L’impianto occupa ben 20 ‘000 mq di terreno, taglia e suddivide il comparto in settori non comunicanti tra loro, ciò che richiede una rete stradale di oltre un km, più estesa del normale.

3. Mancato coordinamento con la pianificazione locale.

L’obbligo di coordinare le pianificazioni degli insediamenti con la pianificazione delle infrastrutture di trasporto è stabilito dall’art. 3 cpv 2.4 LPT e dal PD, scheda RM 3. La progettazione del TT non si è coordinata con il PR di Bioggio, come invece avrebbe dovuto.

4. Irreparabile rovina del paesaggio.

La legge federale (PT (art. I apur lett. a) e la legge cantonale LST (art. I capi 2 lette;
art, 104) obbligano le Autorità a proteggere il paesaggio in quanto bene comune. Il lungo, vistoso viadotto deturpa inutilmente il paesaggio e invade lo spazio che il PD prescrive di lasciar libero da costruzioni (scheda PA, misura 3.3).

5. Mancato studio di soluzioni alternative.

La legge federale (art. 2 e 3 OPT) obbliga le Autorità a valutare le alternative che entrano in considerazione. Dagli atti risulta che la variante alternativa che mantiene il tracciato ferroviario
e la fermata a Molinazzo, non è stata né considerata né valutata. Siccome è la variante più logica ed evidente, quella che avrebbe dovuto essere studiata per prima, le FLP e il DT l’avrebbero dovuta studiare e ponderare attentamente. La loro negligenza si configura in una grave violazione degli obblighi stabiliti dalla legge.

6. Omissione dell’obbligo di far partecipare la popolazione alla pianificazione di strutture con incidenza territoriale (art. 4 LPT).

In più di 20 anni di progettazione dell’impianto ferroviario chiamato Tram-treno la popolazione non ha avuto l’opportunità di partecipare ai progetti come prescrive la legge federale. lo smantellamento della ferrovia di collina non è mai stato messo in consultazione. Gli oppositori non sono mai stati sentiti.