Circonvallazione di Agno e Bioggio (CAB)

Breve cronistoria di una lunga vicenda (iniziata nel 1960)

L’idea di realizzare una “strada espresso” per collegare l’autostrada N2 a Ponte Tresa risale agli anni 1960. La prima versione del progetto circonvallava Agno in galleria e sfociava in Italia allo stretto di Lavena. Il progetto fu fermato da “Italia Nostra” che vi si oppose.
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Qualche anno dopo, nell’ambito della pianificazione del Piano del Vedeggio, gli studi furono ripresi. Era allora cresciuta la convinzione che la costruzione della superstrada del Malcantone non potesse essere realizzata con le sole forze cantonali. Si cercò dunque di coinvolgere la Confederazione e l’Italia dando al concetto una portata superiore, di collegamento internazionale. Il tracciato riconfermava la circonvallazione di Agno in galleria, prevedeva lunghe gallerie in Svizzera e in Italia e si collegava alla superstrada della Val Cuvia fino a Vergiate. Ma anche questo tentativo, a metà degli anni ’80, fallì per mancanza di interesse sia della Confederazione che dell’Italia.
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Si ritornò dunque alla situazione di partenza. Nel 1988 si costituì la Commissione regionale dei trasporti del Luganese (CRTL) e fu avviato il PTL, Piano dei trasporti del Luganese. Il prof. Caposio, esperto torinese chiamato a redigerlo, formulò la proposta, nuova per il Malcantone, di puntare sul trasporto pubblico. Propose di rafforzare e rinnovare la ferrovia locale, la FLP, che doveva divenire il principale collettore dei trasporti regionali, essere potenziata e prolungata in Italia fino al Madonnone di Ponte Tresa. Caposio riteneva che il traffico stradale, mantenuto entro limiti sopportabili dall’alternativa ferroviaria, potesse sostanzialmente svolgersi sulla strada principale esistente, purché la strada fosse sistemata e comprendesse le circonvallazioni di Agno e Ponte Tresa. La CRTL e il Dipartimento del territorio proposero dunque (dopo il 1990) un tracciato della CAB parzialmente in sponda sinistra del Vedeggio (perché riprendeva il concetto dell’Omega) e che circonvallava Agno a lago, in superfice (ma seminterrato), perché lo si ritenevano una soluzione fattibile e a basso costo. La proposta non trovò però il sostegno dei comuni del Basso Malcantone, e quindi cadde. Per superare le opposizioni dei Comuni il Dipartimento del territorio negli anni successivi fece inserire nel Piano Direttore cantonale due gallerie, da Magliaso a Ponte Tresa, lunghe in totale quasi quattro km.
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Il concorso urbanistico bandito nel 1994 ha visto la partecipazione di 7 qualificati gruppi di progettazione. Tra di essi il CdS, nel 1996, ha prescelto il gruppo ICAB guidato dallo Studio di ingegneria Ruprecht e Associati SA e lo ha incaricato di allestire il progetto. (vedi l’esposto ICAB)
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Nel 2011, allo scadere della legislatura, in piena campagna elettorale, il Gran Consiglio ritoccò il progetto dipartimentale redatto da ICAB, ne ridusse sensibilmente i costi (che nel 1998 erano stimati 150 mio) e votò il progetto e un credito di 134 mio per la sua realizzazione. (vedi)
Nel giugno 2013 il popolo ticinese, chiamato in votazione da una iniziativa popolare, respinse di misura l’idea di realizzare una galleria al posto della circonvallazione di Agno e Bioggio.
Nel 2014 la Confederazione negò il finanziamento della strada di circonvallazione inserita nel Programma d’agglomerato PAL2, poiché la finalità dell’opera non era consona con le direttive federali sullo sviluppo sostenibile.
Nonostante ciò, il Dipartimento del territorio nel 2015 elaborò il Progetto Definitivo dell’opera (CAB 2015) adattandone il tracciato (vedi) ma non il preventivo dei costi, che restava di 134 mio CHF.
Nel 2017 il DT, insoddisfatto del tracciato del 2015 propose di scegliere tra quattro alternative. Anche se la procedura di scelta fu aperta alla popolazione, il processo decisionale fu limitato alle componenti istituzionali (Comuni, CTRL), come è diventato costume del Dipartimento diretto da Claudio Zali.
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Il 25 febbraio 2019 il Dipartimento del territorio ha scelto la sua variante di tracciato preferita, tutta in sponda destra, a fianco del fiume Vedeggio e dell’aeroporto. Si tratta della variante CAB 2019. Giubilo generale, i fautori esultano, alea jacta est, è il D-day gridano!
Insoddisfatti della scelta dipartimentale, nell’agosto del 2020, ATA e CTL presentano al DT, nell’ambito della consultazione sul PD, due schemi viari alternativi che si caratterizzano per tracciati in sponda sinistra del fiume Vedeggio collegati alla A2 e per la proposta di circonvallare Agno a monte, in galleria. La variante preferita da CTL e ATA è quella che usa l’autostrada A2 come circonvallazione di Bioggio e che presenta un nuovo svincolo autostradale per il Malcantone. Anche il pianificatore P. Borella dissente dalla scelta dipartimentale e ripresenta la sua idea collocata a destra dell’aeroporto.
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Cinque anni dopo, dicembre 2023, il clamoroso colpo di scena: la circonvallazione di Agno e Bioggio non si può fare, costa troppo! Il DT rinuncia a proseguire nella precedente scelta, vorrebbe salvare metà tracciato, quello a fianco dell’aeroporto (ma dove continuerà?) e annuncia un ripensamento.
La storia della CAB (dopo 60 anni di studi e di illusioni) ricomincia da zero. Forse potrà ripartire con il piede giusto se farà tesoro delle esperienze accumulate e se aprirà la partecipazione ai cittadini e alle loro sperimentate Associazioni.