La procedura ordinaria

La Legge (prima LALPT, ora Lst) stabilisce che ogni comune deve dotarsi di un PR comunale e che più comuni possono adottare un PR intercomunale (art. 24 LALPT, art. 18 Lst).
La procedura legale è la seguente

  1. Decisione del Consiglio comunale di avviare l’elaborazione del PR e stanziamento del credito necessario.(LOC)
  2. Elaborazione del PR a cura del Municipio, con le seguenti fasi (Lst, art.25 e segg):
    – redazione del Piano di indirizzo del futuro PR
    – esame preliminare da parte del Dipartimento
    consultazione della popolazione
    – stesura definitiva del PR.
  3. Discussione e adozione del PR da parte del CC.

La procedura ordinaria inizia quando il Consiglio comunale decide di avviare l’elaborazione del PR, concede i crediti necessari e indica perché è opportuno allestire il nuovo PR, cioè ne motiva l’interesse generale. Nella procedura ordinaria il Consiglio comunale non esprime, già all’inizio, direttive su come il PR debba essere allestito, perché in questo caso compirebbe un’azione di incidenza territoriale.

Compiti del Municipio

L’organo cui la legge affida il compito di elaborare il PR è il Municipio. Esso può elaborare studi di base prima dell’avvio della procedura ordinaria di allestimento del PR.
Ricevuto il mandato dal Consiglio comunale e i crediti necessari il Municipio avvia l’elaborazione del Piano di indirizzo e poi del progetto di PR intraprendendo le seguenti azioni:

  1. Identificazione dei problemi e dei condizionamenti.
  2. Studio delle possibili alternative urbanistiche.
  3. Valutazione degli aspetti di fattibilità, opportunità, compatibilità ambientale delle soluzioni urbanistiche ritenute. Ponderazione degli interessi.
  4. Scelta dell’indirizzo urbanistico auspicato.
  5. Redazione della bozza di Piano di indirizzo.
  6. Poi il Municipio sottopone al Dipartimento del territorio la bozza di Piano di indirizzo: (Esame preliminare a cura del Dipartimento).
  7. Il Municipio presenta poi la bozza di Piano di indirizzo e le osservazioni del Dipartimento alla popolazione e ne raccoglie le osservazioni e proposte; (Informazione a partecipazione della popolazione).
  8. Il Municipio, sulla base delle oss. del DT e delle oss. e proposte dei cittadini attivi, mette a punto il Piano di indirizzo.
  9. Poi si accinge alla redazione del progetto di PR che infine, con uno specifico Messaggio Municipale, sottopone al CC per l’adozione.

L’informazione e la partecipazione della popolazione

La Legge federale LPT prescrive (art.4):
Le autorità incaricate di compiti pianificatori provvedono per un’adeguata partecipazione della popolazione al processo pianificatorio.
La Lst invece limita la partecipazione ai "cittadini attivi e alle persone giuridiche con sede nel Comune". Quindi non tutti gli abitanti del Comune ma solo gli svizzeri con diritto di voto possono partecipare alla consultazione (sono quindi esclusi i giovani e gli stranieri); mentre invece le persone giuridiche, anche straniere, sono incluse negli aventi diritto.
In questo senso la precedente LALPT era più aperta, parlava di popolazione e prevedeva due occasioni di informazione/partecipazione. La nuovissima Lst riduce a una sola le occasioni di partecipazione della popolazione e annuncia che quell’unica volta può addirittura essere omessa nel caso la proposta pianificatoria comporti "effetti territorialmente limitati o è relativa ad aspetti settoriali"
Queste nuove disposizioni mostrano aspetti preoccupanti dello spirito e dello stile che governa l’attuale gestione del territorio, la quale purtroppo considera la partecipazione dei cittadini prevalentemente come un intralcio e la gestione degli affari territoriali come una questione che riguarda prevalentemente i pianificatori, la burocrazia e gli operatori immobiliari.

Nostre considerazioni sulla procedura ordinaria

La procedura ordinaria prescritta dalla Lst, pur con le limitazioni citate sopra, permette l’elaborazione del PR in modo razionale e partecipativo
L’inconveniente maggiore della procedura ordinaria sta nella sua lunghezza e complessità. Sono richieste moltissime azioni sequenziali, una dopo l’altra, per un periodo di tempo molto lungo che normalmente sorpassa la durata di una legislatura.
In queste condizioni sorgono oggettive difficoltà per realizzare le due finalità principali del processo di elaborazione del PR:
. la concordanza sugli obiettivi
. la messa a punto di una soluzione territoriale vincolante, equilibrata e di giusta misura.
Soprattutto la lunghezza della procedura nasconde pericoli di cambiamenti di rotta o di modificazioni sostanziali in corso d’opera. La delega totale al Municipio esclude decisioni intermedie del CC e dei cittadini. L’approvazione finale in cui tutto si accumula e in cui niente si può più modificare è il punto di maggior critica al metodo, particolarmente per operazioni che oltrepassano le frontiere dei comuni, sempre più frequenti.
Lavoreremo accuratamente, con la collaborazione di tutti, su questi aspetti, in vista di proporre possibili miglioramenti.