Resistenza culturale

Expo universale: un pretesto per esprimere anti-italianità

Il risultato della votazione (del 28.9.2014) sul contributo cantonale di 3,5 mio Fr. per la partecipazione del Ticino alla manifestazione (respinto con il 62% di voti dei cittadini ticinesi) ha dato luogo a numerosi commenti. Riproduciamo il lucido contributo di Carlo Piccardi, che condividiamo. (LaRegioneTicino, 3 ottobre 2013)

Il dibattito attorno alla nostra italianità

«Il Mattino della domenica» sta trasformando la giustificata preoccupazione per l’aumento dei frontalieri in una campagna antitaliana, ormai sfociata in ostilità senza precedenti verso il nostro grande vicino. Così iniziano le riflessioni di Carlo Piccardi, il quale sottolinea come il cuore della questione sia il venir meno della coscienza dell’italianità nello stesso Cantone Ticino. 
[Leggete CdT 30.11.2012] 

Risponde il dir. Giuliano Bignasca sul MdD del 2 dicembre 2012. Vi risparmiamo la prosa villana, insolente e povera di argomenti del massimo "responsabile" leghista, presidente del partito maggioritario in governo, municipale di Lugano e direttore dell’incivile settimanale domenicale. 

Interviene Fabio Soldini con un lucido articolo dal titolo: "Kultura e kulturame". Stigmatizza le ingiurie versate contro Piccardi, inqualificabili, più ancora venendo da un politico che copre un’alta carica nel governo della città.

"Un pericolo per tutta la nostra società e la nostra cultura", il compositore Francesco Hoch così definisce l’attacco leghista. Nell’articolo, dal titolo "L’orchestra, l’italianità e gli insulti" prosegue il suo dire con specifiche considerazioni riguardanti l’orchestra e il ruolo che riveste nella società.

Divertente, ironica replica di Mauro Guindani sul CdT del 7 dicembre 2012 (L’opinione)

La nostra frontiera non è un muro, titola Marco Cameroni (già console generale a Milano). Giustamente riconosce che il dibattito in corso non può essere soltanto di natura economica o politica ma deve essere culturale.

Cultura e anticultura
Due parole di Alberto Nessi sulla presenza della storia sociale nella nostra narrativa (AREA 21 dic. 2012)

Perché il solo inglese non giova a nessuno
Sergio Roic sostiene che difendere l’italiano e la tradizione culturale che ci è propria, ci permette di allargare il modo di pensare e di esprimerci.

Abbasso la Kultura, viva la cultura
Con un lucido e coraggioso articolo Giovanna Masoni Brenni si schiera per una cultura aperta, formativa, innovativa, benzina per il motore dell’umanità.