Proposta di ristrutturazione dello svincolo autostradale originariamente detto di Lugano Nord e ora chiamato Porta Ovest
Il 2 giugno 2025 è stato pubblicato il progetto cantonale che consta di 89 documenti e piani, complessivamente con varie centinaia di pagine. Entro il 1 luglio ATA e CTL faranno opposizione.
Il progetto si pone i seguenti obiettivi:
- rafforzamento del concetto di accessibilità per gradi e protezione dei quartieri residenziali dal traffico di transito;
- declassamento delle bretelle autostradali a strade cantonali a doppio senso di circolazione;
- sistema di controllo degli accessi all’agglomerato urbano;
- ridefinizione delle intersezioni Cappella Due Mani e Cinque Vie con carattere urbano; (Interventi rinviati all’iniziativa dei Comuni)
- miglioramento delle connessioni ciclabili.
Preventivo dei costi: 50 mio CHF

Nel 2016, quando il progetto è stato presentato nel PAL3, avevamo scritto:
La proposta di ristrutturare completamente le rampe autostradali degli accessi di Lugano Nord, non è per nulla convincente, né negli obiettivi né nelle soluzioni, che appaiono sproporzionate, costosissime e inutili. Non ci sembra il caso di insistere spendendo ancora vanamente altri soldi in questo studio.
Ora, con i nuovi dati, verifichiamo ancora l’utilità dell’intervento e confermiamo il nostro pregiudizio.
Verifica degli obiettivi e degli effetti del progetto
- Rafforzamento del concetto di accessibilità per gradi (sic).
Secondo il Dipartimento del Territorio a cui abbiamo chiesto spiegazioni, l’accessibilità per gradi è “la gerarchia dell’accesso alla città di Lugano passando dall’autostrada, tramite una strada cantonale per poi arrivare, appunto, alle strade comunali”. A noi non pare che questo concetto sia utile per migliorare la situazione viaria.
Vedi: Piano delle arborescenze - Protezione dei quartieri residenziali.
L’unico quartiere preso di mira dalla misura è quello attorno a Via Lepori a Massagno.
La misura, che ricordiamo costa 50 milioni, fa diminuire il carico su Via Lepori di 2387 vc/g, una cifra poco incisiva su un carico totale di 11235 vc/g. Probabilmente il progetto comporta anche un leggero trasferimento del traffico fra Via Besso e Via S. Gottardo. Secondo i dati forniti, via Besso non vedrà diminuire il suo carico e su via San Gottardo non si sa, perché mancano i dati e il DT ci ha comunicato che non intende renderli pubblici. A noi non pare normale che in una documentazione più che copiosa, con centinaia di documenti, non si possa sapere per esempio l’influenza del progetto Porta Ovest su via San Gottardo a Massagno. Vedi:
Piano del carico totale giornaliero (veicoli al giorno)
Piano delle differenze di carico apportate dal progetto - Declassamento delle bretelle autostradali a strade cantonali a doppio senso di circolazione.
Questa è un’operazione amministrativa e non un obiettivo di intervento. Dal punto di vista amministrativo dubitiamo che per il Cantone sia stato vantaggioso accollarsi l’onere finanziario di gestione delle rampe invece di lasciarne la proprietà alla Confederazione.
- Miglioramento del controllo degli accessi all’agglomerato urbano
Il controllo degli accessi all’agglomerato urbano, che significa un’appropriata regolazione semaforica delle porte di accesso, non è direttamente legato al progetto Porta Ovest e potrebbe essere introdotto già subito senza investire 50 mio CHF.
Un risultato positivo ottenuto dal progetto è la riduzione delle code causate dal traffico autostradale in uscita diretto a Vezia; però per ottenere lo stesso risultato si potrebbe anche progettare diversamente l’intervento (vedi proposta semplificata). - Ridefinizione delle intersezioni Cappella Due Mani e Cinque Vie con carattere urbano.
Questa fase di progettazione è stata demandata a Comune di Massagno, il quale ha presentato una variante di PR riguardante la pianificazione del comparto della Cappella delle Due mani. Ma la proposta ha incontrato serie opposizioni di cittadini, associazioni e partiti che di fatto condannano il progetto. Preoccupano le restrizioni che costringono il traffico motorizzato a tortuosi e molesti percorsi. La resistenza è originata dalle gravi difficoltà che la riorganizzazione determina sui percorsi interni alla zona abitata, con accentuazione delle code in uscita su Via al
Ponte, Via San Salvatore e via Motta. La viabilità diventa più rigida e meno resiliente. In sintesi consideriamo la proposta di modifica dell’assetto dell’incrocio della Cappella delle due Mani: inaccettabile, dannosa e inutilmente costosa.
Vedi le pagine del nostro sito. - Miglioramento delle connessioni ciclabili
L’occasione di realizzare percorsi ciclabili di interesse regionale è stata colta solo parzialmente. L’impressione è che sia, purtroppo, un’operazione alibi.
Facciamo un esempio. Il percorso R LU3 (Lamone-Vezia-Massagno-Lugano FFS) corre in gran parte sulla strada cantonale, poi si inerpica in collina in una zona fuori dalle mete degli utenti, poi a Savosa Massagno corre su strade pedonali dove i conflitti con i pedoni sono frequenti. È un percorso inadatto. Il progetto Porta Ovest non lo corregge o migliora ma si limita a realizzare dei tratti di corsie ciclabili affiancate alle rampe ristrutturate; il resto della realizzazione è lasciato a altre successive pianificazioni.
E nemmeno l’altra grave carenza della rete ciclabile del comparto di Lugano Nord è affrontata e risolta. Intendiamo l’attraversamento ciclabile del fiume Vedeggio e dell’Autostrada, un compito che da decenni rimane insoluto. La relazione tecnica indica che la sua realizzazione esula dalle competenze del presente progetto. Quindi anche qui si rimanda al futuro.
Il fatto è che l’obiettivo di attuare percorsi ciclabili che abbiano testa e coda non è compreso nella finalità di Porta Ovest. - Conseguenze ambientali
L’incidenza del progetto sull’ambiente, secondo il RIA, è moderata. Spiace però che si continui a rosicchiare il terreno agricolo (azienda agricola Porrò) che ha anche una rilevante importanza paesaggistica. Spiace anche che per realizzare la pista ciclabile di Valgersa si disboschi una fascia di bosco. - Gravi carenze funzionali
Lo studio sul progetto di sistemazione delle rampe di Lugano Nord mette in evidenza due cose importantissime:- che il traffico stradale giornaliero (TFM) dei giorni feriali sulle rampe, pronosticato per il 2040, sarà quasi del 50% superiore a quello di oggi. L’influsso del progetto Porta Ovest su questa grande crescita (dicono i progettisti) sarà del 15% per le correnti di traffico che entrano in città, mentre per quelle che escono dalla città l’incremento sarà minimo poiché esso è frenato dalla saturazione degli assi stradali urbani.
- che l’aumento del traffico pronosticato nel 2040 nello svincolo di Lugano Nord, in particolare nella grande rotonda, porterà alla saturazione dell’impianto e quindi alla sua paralisi, galleria e rampe comprese.
La segnalazione degli esperti suona come un campanello d’allarme. Non serve intervenire con misure palliative e inefficaci come quelle proposte dal progetto Porta Ovest, ci vuole ben altro.
Queste constatazioni ci portano a considerare con timore le conseguenze del progetto Porta Ovest e concludere che dilatare la capacità degli impianti viari periferici, sperando che maggior capacità d’accesso eviti ingorghi, è pura illusione e spreco di risorse.
Contestiamo il progetto di Rotonda Valgersa
Contestiamo il progetto di rotonda Valgersa per due motivi: per il forte impatto paesaggistico e per l’inquinamento fonico che produce in un contesto sensibile di aree sportive e di svago.
La nuova rotonda Valgersa è un impianto molto vistoso e molto caricato dal traffico. Le verifiche hanno concluso che una rotonda semplice non è sufficiente per smaltire il carico pronosticato, e che perciò deve esservi aggiunto un by-pass. Ne consegue un groviglio di corsie e un assetto che occupa una superficie pavimentata ampia come il campo di calcio sito al suo fianco (come si può vedere dalla figura sottostante). In più il nuovo impianto produce immissioni foniche molto elevate, di 83dB (tab. 10 Relazione fonica) che, anche con provvedimenti antirumore, sono incompatibili con il grado di sensibilità delle zone sportive e ricreative che è fissato a 55 dB. La soluzione viaria proposta da Porta Ovest nella zona di Valgersa determina e conferma una cesura molto marcata nel paesaggio che è per noi inaccettabile e che chiediamo di correggere e di ridurre.

Proponiamo al DT di esaminare una soluzione elaborata dai CTL che mira a semplificare e ridurre l’impatto dell’infrastruttura viaria sul territorio e che a nostro parere persegue obiettivi meritori quali:
- dismissione di una vasta superficie pavimentata di 5000 mq, posta accanto agli impianti sportivi di Valgersa, superfice che può essere usata per realizzarvi un accesso veicolare da Via Cantonale e per ingrandire l’area di svago;
- attenuazione del traffico su via San Gottardo a Massagno e a Savosa:
- migliore conduzione del traffico proveniente dalla rampa autostradale diretto a Vezia e a Savosa, eliminando le attuali code su Via Camara a Povrò.

Conclusioni
A ragion veduta dobbiamo concludere che il progetto di Porta Ovest è ingiustificato e inopportuno. Il suo obiettivo principale, che, a quanto pare, era quello di ridurre il traffico su Via Lepori a Massagno, non può essere raggiunto. Gli altri benefici dell’intervento sono molto modesti. Essi favoriscono l’aumento dell’accessibilità e del carico in comparti già molto sotto pressione e le cui condizioni non potranno che peggiorare. Inoltre il nuovo impianto a Valgersa, con rotonda, inquina e rovina l’area sportiva e la plaga circostante.
Il costo enorme di 50 Mio CHF appare sproporzionato in confronto ai pochi benefici ottenibili.
Perciò chiediamo di non approvare il progetto Porta Ovest.

