Raccogliamo in questa pagina i testi sul PSE scritti da Martino Rossi, economista e membro della nostra Associazione.

Dentro l’area di Cornaredo, più sport e niente svendita di terreno per scopi amministrativi e residenziali non necessari.

CdT 16 novembre 2021

IL PROGETTO DI PSE PUÒ FINIRE MEGLIO DI COME È INIZIATO!

di Martino Rossi.   15 agosto 2021

Il neosindaco di Lugano aveva affermato che il PSE “è un progetto nato male e che finirà peggio”.
Noi vogliamo invece che finisca meglio! Per questo sosteniamo il referendum contro il progetto elaborato dal Municipio e avallato dal Consiglio Comunale.
Il suo predecessore era uno sportivo attivo ed è tragico che proprio praticando uno sport popolare (la corsa a piedi) ci abbia lasciati.
Noi vogliamo che Cornaredo sia un vero polo sportivo, inclusivo: stadio idoneo ai campionati di Super League, palazzetto dello sport per le discipline di palestra, pista per l’atletica, campo di allenamento per il FC Lugano, campi di allenamento e gioco per le squadre giovanili e per il FC Rapid.
Cornaredo può offrire tutto ciò, evitando di trasferire fuori comune (al Maglio di Canobbio) le squadre giovanili e il Rapid, purché non si sacrifichino gli spazi dedicati allo sport a favore di investimenti amministrativi, commerciali e residenziali per servire gli interessi finanziari di investitori quali Credit Suisse e HRS, cedendo loro per 90 anni terreni di proprietà comunale (diritto di superficie), contro una modestissima contropartita
Il Municipio di Lugano si è lasciato accecare dalle promesse di chi è disposto ad anticipare il finanziamento delle infrastrutture sportive, chiedendone il rimborso in 27 anni e pretendendo interessi esorbitanti e la cessione di terreni per investimenti extra-sportivi.
Sostiene, indebitamente, che non vi siano alternative al contratto capestro che ha firmato e che lo costringe a investire altri 40 milioni circa al Maglio di Canobbio.
La situazione è cambiata. Ci rallegriamo che i problemi finanziari del FC Lugano abbiano trovato una soluzione (anche se non locale, purtroppo) con il suo nuovo proprietario, Joe Mansueto, al modesto (per lui) prezzo di 5 milioni di Fr. (3 a Renzetti, 2 a Novoselski).
Mansueto è un miliardario americano appassionato di calcio accreditato di un patrimonio di 5,5 miliardi di dollari! Ha sborsato ben 400 milioni per ottenere il controllo dei Chicago Fire, solo 5 per il Lugano…
Vi sono oggi le premesse per reimpostare e migliorare il progetto di PSE, a minor costo, concentrando le offerte sportive a Cornaredo anziché sviluppare un velleitario nuovo quartiere amministrativo e residenziale: edificare il nuovo stadio per le competizioni di Super League e il palazzetto dello sport; mantenere l’attuale pista di atletica e l’attuale campo di calcio da destinare agli allenamenti del FC Lugano; poter quindi utilizzare, come oggi, il comparto sud di Cornaredo per i giovani e il FC Rapid.
Il progetto architettonico esiste già e può essere facilmente adatto. HRS può mantenere il mandato di coordinare i lavori (è il suo mestiere principale). Se gli investitori che garantivano il finanziamento inziale (Credit Suisse e HRS) non accettassero la ridefinizione del contratto e le pretese collaterali, la Città è certamente in grado di farsi anticipare i soldi a migliori condizioni. In primo luogo negoziando con il nuovo patron miliardario del FC Lugano, evidentemente interessato a poter disporre del nuvo stadio in tempi rapidi (contratto di leasing o sottoscrizione di un prestito obbligazionario emesso dalla Città). In secondo luogo con un istituto quale Banca Stato, cha ha la missione di assecondare lo sviluppo economico e sociale del Ticino e troverebbe nella Città un cliente affidabile e solvibile.