Le ragioni per ricorrere ancora

Ci sono molte ragioni per riproporre al TrAm il ricorso respinto dal CdS. Il CdS non ha minimamente considerato le nostre argomentazioni dicendo che la tematica da noi sollevata sarà trattata in una procedura separata. Confutiamo questa motivazione che ci sembra assurda: il PR adesso vuole confermare l’edificabilità del terreno e non ha senso approvarne l’edificabilità per poi eventualmente stralciarla con un’altra procedura successiva.

I nostri argomenti

Il terreno Bolette è libero da edificazioni ed è posto in un luogo strategico molto ambito per altre destinazioni all’ interno dell’area che gli studi territoriali (COTAL, PD, Pal 3) chiamano”Parco del Vedeggio”. Il” PdV” è un elemento rilevante, di portata regionale (se non cantonale) dedicato principalmente alla tutela naturalistica, paesaggistica, ambientale e per la ricreazione.

Iniziare finalmente a realizzare il Parco del Vedeggio

La difesa, l’ampliamento e la realizzazione del” Parco del Vedeggio” è una finalità di grande portata territoriale che va costruita con determinazione e perseveranza. Il terreno Bolette ha tutti i requisiti per esservi integrato e perciò deve essere mantenuto libero da costruzioni.
Altri interventi nocivi al concetto di “Parco” devono essere sventati: in primo luogo la circonvallazione di Agno a lago, specialmente se in superficie e l’insediamento di industrie moleste. Nel concetto di “Parco del Vedeggio” deve essere integrata la rinaturazione del fiume Vedeggio.

Il ricorso contesta l’edificazione del comparto Bolette, non del comparto Monde.

Terreno da mantenere senza edificazioni

Sosteniamo che il terreno Bolette deve essere conservato libero da edificazioni perché:

  • è di grande pregio paesaggistico e ricreativo
  • ha valore agricolo
  • non è necessario per coprire il fabbisogno prevedibile nei prossimi 15 anni (art. 15 LPT) cioè entro il 12 aprile 2036 (perché il PR è stato approvato dal CC il 12 aprile 2021), considerando lo sfruttamento coerente delle riserve interne delle ZE esistenti. Manca a tutt’ora il “Compendio dello stato dell’urbanizzazione” che avrebbe dovuto essere allestito e pubblicato da tempo, come prescrive l’art. 31 OPT. Leggi il calcolo che abbiamo effettuato.
  • altri comparti del territorio di Agno si prestano meglio per contenere lo sviluppo degli abitanti e delle attività prevista sino al 2035: meglio serviti dal trasporto pubblico TT, meno esposti ai rumori. Non è stato svolto alcun studio di alternative e varianti che comportano il dezonamento dei terreni alle Bolette, mancando così alle prescrizioni dell ‘OPT (art. 2, pto b) .
  • per valutare l’opportunità e l’idoneità all’edificazione del comparto Bolette non è stato svolto un processo di ponderazione degli interessi contrapposti che inglobasse interessi che si oppongono all’edificazione dei fondi, quali quelli legati alla tutela del paesaggio, delle risorse agricole e all’uso dell’area per scopi di svago e turistici.
  • l’allacciamento delle edificazioni in zona Bolette alla Via Lugano è molto critico e andrebbe evitato perché peggiorerebbe le già insopportabili condizioni di viabilità sulla strada.

Chiediamo il dezonamento della zona

  • perché non è necessario edificarla,
  • perché altre utilizzazioni sono più appropriate
  • perché, secondo i calcoli da noi fatti per il ricorso al CdS, l’esuberanza arriva al 136% per le abitazioni, un dato che richiede la riduzione dell’estensione delle Zone edificabili comunali.

I Cittadini per il territorio del Luganese non hanno potuto aggiungersi al ricorso della STAN perché l’associazione non è riconosciuta.