PR Scairolo
La sentenza del tribunale
È giunta, a sei anni dal ricorso, la sentenza del Tram che in sostanza approva a metà il PR-CIPPS.
- Dei sette piani di quartiere il Tribunale approva i primi quattro (PQ1-PQ4) mentre annulla gli altri tre (PQ5- PQ7), perché la disciplina prevista in quest’ultimi comparti non garantisce l’attuazione dell’asse verde.
Poi il TRAM:
- respinge le contestazioni di eccessiva densificazione (più del raddoppio – 2,4 volte) dell’edificazione esistente;
- ritiene adeguate le misure previste di potenziamento della viabilità (strada di gronda, rampa autostradale supplementare) e dell’offerta del trasporto pubblico (raccordo tramviario e, in prima fase, linea Agglobus);
- pure adeguati, secondo il TRAM, sono gli strumenti di controllo della produzione di traffico (indice di mobilità) adottati dal PR-CIPPS;
- ammessi sono pure gli aumenti del 50% delle superfici di vendita (anche se superiori a quanto stabilito dal PD, perché quel limite è puramente indicativo);
- respinta è la critica che la densificazione degli insediamenti e l’aumento delle superfici di vendita faranno concorrenza inopportuna al Centro città;
- pure respinta è la contestazione del Centro direzionale e dei congressi denominato Porta Sud perché il Tribunale ritiene che Lugano può ben avere due poli congressuali;
- in fine il TRAM non ritiene necessario svolgere l’esame di impatto ambientale (EIA) già in questa fase di pianificazione.
Breve commento
A noi era sembrata seriamente contestabile la scelta di voler sviluppare prioritariamente e con alta densità gli insediamenti commerciali, produttivi e degli eventi nel Pian Scairolo, un luogo periferico, chiuso e senza sbocchi.
Per rendere possibile tale cospicua crescita le Autorità hanno dunque dovuto pianificare il raddoppio della viabilità e il potenziamento massiccio del trasporto pubblico, ciò che comporterà ingentissimi investimenti pubblici e lunghi periodi di attesa in vista delle realizzazioni.
La scelta, maturata negli anni dell’euforia dello sviluppo facile e senza limiti, cioè nel primo decennio del secolo, era stata trainata dall’alleanza tra il Municipio di Lugano e la Commissione regionale dei trasporti (CRTL). Poco dopo però le figure di spicco della scena sono declinate e con loro le prospettive immaginate.
In effetti lo sviluppo reale è stato molto più contenuto di quanto immaginato, l’ebbrezza dei centri di vendita si è attenuata, l’attrattività del Centro città si è ulteriormente indebolita. Ma il PR del Pian Scairolo, concepito con misure XXL, prese forma prima del forzato cambio della realtà. Sulla carta sembra coerente, ma lo è solo relativamente agli atti scritti nel progetto e alle sue premesse. Adesso il PR è in vigore ed è manifestamente sovradimensionato:
I Piani regolatori devono essere allestiti e dimensionati per accogliere il numero di attività e di residenti previsti nei prossimi 15 anni (art 15 .LPT). Vedremo se entro il 2035 (il termine non è lontano) nel Pian Scairolo saranno completate le infrastrutture viarie e dei trasporti pubblici necessarie per avviare il massiccio potenziamento degli insediamenti previsto dal nuovo PR CIPPS (aumento del 140% delle attività di vendita e 7000 posti di lavoro, in gran parte nuovi). Prima del 2035 dovrà essere costruita la nuova strada di gronda sul versante di Grancia e messo in esercizio, se non il raccordo tramviario annunciato dal PR, almeno la nuova linea di trasporto pubblico “Agglobus”che dovrà realizzare l’ardua impresa di aumentare la ripartizione modale dal 4% odierno al 30%. Vedremo se le promesse saranno mantenute o se, come spesso accade, vi si passerà sopra chiudendo gli occhi.
Le nostre argomentazioni e preoccupazioni non sono state accolte dal Tram poiché esse erano prevalentemente di natura pianificatoria piuttosto che giuridica, e il Tribunale non ha accettato di pronunciarsi “sulla legittimità delle scelte pianificatorie adottate e approvate dalle competenti Autorità”. Il Tram ha ribadito che non è una autorità di pianificazione o di vigilanza.
Questa constatazione rende più urgente la necessità di insistere affinché la partecipazione dei cittadini e delle loro associazioni venga favorita nella fase della formazione della volontà politica e della successiva decisione. Se non riusciamo a far valere le nostre ragioni in quel momento decisivo, poi nel seguito (nelle fasi ricorsuali) ben difficilmente sarà possibile ottenere significativi cambiamenti di impostazione dei piani (anche nel caso di successo dei ricorsi). Nel caso del PR del Pian Scairolo i nostri interventi non hanno influito sui Municipi interessati né sulla Commissione intercomunale di pianificazione (CIPPS); un certo ascolto lo si è ottenuto nel CC di Lugano dove i messaggi municipali sul PR sono stati discussi e dove la decisione finale è avvenuta con 38 voti favorevoli, 13 contrari (sinistra) e 2 astenuti. Si era però in piena campagna elettorale, era l’ultima riunione del cc, e ciò ha influenzato il dibattito.
