La scala monumentale di Alberto Finzi

Monumento realizzato dall'arch. Alberto Finzi (1962), in collaborazione con gli ingg. Cattaneo e Mantegazza

Opera dell’architetto Alberto Finzi, realizzata nel 1960-61 in collaborazione con gli ingg. Cattaneo e Mantegazza, sul luogo dell’antica chiesa parrocchiale di Santa Lucia, di cui si ha prima testimonianza nel 1578. La chiesa è stata demolita nel giugno del 1931 per allargare la strada cantonale.
Il monumento realizzato in beton a vista è di forma ogivale, comprende una scala, iscritta in un semicerchio, sviluppata su due piani con due pianerottoli, e una fonta-na. La scala è sostenuta da un pilastro centrale a sezione triangolare variabile, che si che si amplia linearmente dal basso verso l’alto. All’interno del vano una tripla fonte, attraverso successive conche, alimenta il bacinetto al piano terreno, azzurro mosaicato con segni stellari, opera di Aurelio Gonzato.

Il monumento è architettonicamente molto espressivo, sia per le forme che per i materiali usati, ricco di memorie storiche e caricato di forti simboli religiosi, che non appaiono alla prima lettura.
L’arch. Finzi li potrà esporre con maggior completezza. Siano però qui citati:

  • la forma ogivale ricalca, nel posto e nella dimensione, l’abside della chiesa di-strutta di Santa Lucia;
  • il pilastro triangolare originariamente avrebbe dovuto occupare il luogo del tabernacolo della vecchia chiesa;
  • la scala è costruita con rapporto pedata/alzata costante ma con dimensioni variabili: dal basso salendo l’alzata decresce mentre la pedata aumenta, cosicché la salita diventa più agevole man mano che si sale
  • in pianta appare in modo criptico il simbolo dell’occhio di Dio e della trinità, una mandorla con al centro un triangolo. Ma vi può essere letto anche il segno del pesce, simbolo delle prime comunità cristiane.
  • la fonte, tripla, che alimenta un bacino comune passando da tre conche a forma di mani congiunte, è piena di significato.
  • l’immagine della barca, con la prua rivolta a mezzogiorno, evoca il viaggio, i peri-gli e la comunità dei fedeli.

Il monumento merita di essere conservato, perché costituisce una colta e sensibile memoria storica della devozione religiosa locale. E anche perché ferisce i senti-menti popolari, cancellare per la seconda volta, ora definitivamente, la memoria del nucleo originario di Massagno e della sua prima chiesa parrocchiale. Infine non c’è proporzione tra il sacrificio di un simbolo così forte e la volontà di costruire al suo posto il portale di una autorimessa e allargare senza vera necessità, di nuovo, la strada cantonale. (red.MS)

L’architetto Alberto Finzi

Alberto Finzi (1931), diplomato alla Scuola Tecnica Cantonale di Friborgo, ha partecipato a corsi e seminari internazionali e ha aperto il proprio studio di architettura a Lugano, associandosi in seguito a Paolo Zürcher. Fra le sue realizzazioni si annoverano la casa per anziani Ca’ Rezzonico a Lugano (1960-1968), l’edificio ad alloggi Fercasa a Novazzano (1962-1966), la chiesa Neoapostolica a Breganzona (1964-1965), il centro scolastico Nosedo a Massagno (1966-1974), la casa per anziani della Fondazione Caccia Rusca a Morcote (1970-1972), la chiesa di San Massimiliano Kolbe a Pregassona (1997).

Finzi è un architetto rappresentativo della generazione del rinnovamento del dopoguerra in Ticino, con Tita Carloni, Camenzind, Snozzi, Tami e altri.

Leggete l’estesa intervista ad Alberto Finzi a cura di Leone Carlo Ghoddousi (20 ottobre 2020, 24 aprile 2021 Massagno) pubblicata sul sito dell’Archivio del Moderno dell’USI.

Immagini della scala Finzi

Piani dell’arch. Alberto Finzi