La resistenza alla demolizione

La minaccia

Il manufatto in testimonianza della vecchia chiesa di Santa Lucia ha iniziato ad essere seriamente minacciato di demolizione nel 2010. Parte del Municipio (quella che conta) non ne apprezzava né le qualità, né il simbolismo. Le procedure del PR non avevano considerato l’oggetto, né avevano disposto misure per tutelarla. Il progetto della sistemazione della strada cantonale ne aveva ignorato l’esistenza. L’immobiliare Santa Lucia faceva pressione per evitare complicazioni e farla finita.

La minaccia di distruzione era dunque grande. Il sito dell’associazione Cittadini per il territorio di Massagno aveva pubblicato (nell’agosto del 2012, prima dell’intervento municipale) la seguente pagina sperando che il Municipio riflettesse sull’interesse culturale in gioco:

Il tentativo in extremis

La risposta violenta

Per tutta risposta, alla richiesta di soprassedere alla demolizione il Municipio ordinò l’immediata distruzione del manufatto, azione che iniziò già nel fine settimana (8.9.2012), nottetempo!

Il Sindaco Giovanni Bruschetti ha affermato che la scala Finzi non ha nessun valore comprovato e che può essere distrutta. (leggete la risposta del Municipio)

Un’azione ingiustificata e inutile

Abbiamo sostenuto che ci avrebbero dovuto essere ragioni forti e ineccepibili per distruggere un monumento che riporta alla memoria il passato, il cuore di Massagno e lo spirito devozionale della sua popolazione.
Invece la distruzione, pianificata a tavolino, non è stata sostenuta da motivi convincenti. Si abbatte:

  1. per allargare la strada
  2. per realizzare l’entrata all’autorimessa degli stabili che stanno sorgendo sulle rovine del vecchio nucleo.

Allargare la strada, oggi (dicevamo nel 2012), appena dopo aver messo in funzione la galleria che dovrebbe alleggerirne il carico, è incomprensibile.
Creare la porta dell’autorimessa proprio dove c’è il monumento è segno di incredibile sfrontatezza. Ci sono altre possibilità per accedervi senza dover distruggere il monumento.

… e anche illegale

Inoltre il Municipio, distruggendo senza credenziali il manufatto, ha compiuto un grave errore di procedura, un atto illegale: la legge prescrive infatti una autorizzazione formale per edificare, per modificare o demolire un manufatto. La procedura di autorizzazione, che comporta la pubblicazione della richiesta all’Albo comunale e il diritto degli interessati di opporvisi, non è stata svolta, coscientemente perché il Municipio ha sostenuto che non era necessario e ha demolito l’oggetto prima che si potesse appurare la questione.

Leggete la nota dei Cittadini per il territorio di Massagno del 15 settembre 2012

Guardate l’estratto del PR (Piano particolareggiato di Santa Lucia) dove si vede che il PR poneva l’accesso all’autosilo del complesso edilizio accanto alla scala Finzi, preservandola.

La commemorazione

Lo “standing superiore” impoverisce il territorio

Articolo apparso sulla rivista “Il nostro Paese” organo della Società ticinese per l’Arte e la Natura (STAN) (Per voltare le pagine clicca sulle frecce poste in alto a sinistra del riquadro)

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