
Presentata l’ingombrante edificazione sul colmo e sulle pendici di San Martino a Paradiso.
L’imprenditore Christian Costantin (noto per grandi operazioni immobiliari nel settore delle residenze di lusso e dei centri commerciali e già controverso patron del FC Sion) vorrebbe costruire nella zona di Capo San Martino un grande centro turistico con albergo di alto livello, ristoranti gastronomici e centro benessere.
Il progetto, curato dallo studio di architettura Mino Caggiula Architects, con sede a Lugano, prevede la costruzione di nuovi edifici adibiti ad albergo di lusso, ristoranti e centro benessere, il restauro della vecchia villa sul Capo, la sistemazione dell’area verde litoranea (aprendola al pubblico) e la costruzione di percorsi pedonali.
L’operazione su una superficie di ca 6000 m², comporta volumetrie per 18’000 m³ e l’investimento di 50 mio CHF.
Nel 1894 il Capo San Martino ai piedi del Monte San Salvatore si presentava così.
Foto di Herrmann Albrecht Insinger (1827 – 1911)
Rassegna stampa
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CdT Nel PR fare una zona speciale
Capo San Martino: un progetto ambizioso che solleva interrogativi
Annunciato con grande enfasi, il nuovo progetto per Capo San Martino sembra segnare una svolta. Dopo anni di smantellamento di alberghi tradizionali, è positivo vedere un chiaro interesse per lo sviluppo dell’offerta alberghiera. Ma attenzione agli altri aspetti della questione.
Un luogo di straordinario valore paesaggistico
Il promontorio scelto è uno dei punti più esposti e sensibili del Ceresio. Un’area di grandissima visibilità e rilevanza per tutta la plaga. Qualsiasi intervento qui avrà un impatto enorme sull’assetto del territorio.
Attenzione alle volumetrie
Serve prudenza: l’incidenza delle volumetrie va ponderata con estrema cura. Non possiamo ripetere errori come a Campione, dove il massiccio volume del Casinò ha creato squilibri irreversibili.
Rendering ingannevoli?
I rendering pubblicati possono mascherare l’effetto reale delle costruzioni. Attenzione alle immagini virtuali: la realtà potrebbe essere molto diversa.
Il Piano regolatore in vigore deve essere modificato
Il PR in vigore prevede edificazioni comunali di interesse pubblico, non insediamenti turistici privati. Vedi NAPR

Il progetto di Constantin presuppone dunque che il Comune approvi una variante urbanistica per consentire la destinazione turistico-ricettiva. Questo è il punto chiave: senza variante, il terreno resta vincolato e il progetto non può partire.
Il cambiamento di PR dovrà essere giustificato sotto gli aspetti di opportunità e di legalità.
È nella fase di elaborazione della Variante di PR che si dovrà svolgere la procedura di partecipazione dei Cittadini. Particolare attenzione in questa fase andrà rivolta ai nuovi contenuti edificatori, alle attrezzature pubbliche connesse, alla limitazione dei volumi, agli accessi veicolari, pedonali e ciclabili per evitare che l’impatto visivo sia eccessivo e deturpante.
Regalo interessato
Il promotore Costantin ha annunciato che per favorire l’approvazione del progetto è disposto a versare un contributo di 5 mio CHF per finanziare la realizzazione della pista ciclabile Paradiso-Melide.
Il contributo promesso da Constantin per la pista ciclabile Paradiso-Melide mira a influenzare le autorità per ottenere il via libera al suo progetto a Capo San Martino.
Non regali ma contributi legali sul plusvalore.
Qualora le verifiche in corso confermassero l’opportunità di autorizzare la costruzione di un complesso alberghiero al Capo San Martino, si renderebbe necessario modificare il PR al fine di rendere edificabili i terreni interessati. Tale intervento genererebbe un plusvalore che, ai sensi dell’art. 92 e seguenti della LST, sarebbe assoggettato a un prelievo del 30%. In questo modo il promotore contribuirebbe ai benefici derivanti dalla decisione delle Autorità.
Un progetto di pista ciclabile finanziariamente insostenibile e paesaggisticamente discutibile
La pista ciclabile Paradiso-Melide, con tracciato sulla riva e con passerelle sul lago (vedi scheda PAL5), ha un costo stimato di 50 milioni di franchi svizzeri: una cifra sproporzionata e difficilmente sostenibile. Per ridurre il costo, i Comuni propongono di diminuire la larghezza del tracciato e accettano di buon grado donazioni private.
Noi pensiamo che questa sia una scelta sbagliata.
La via ciclabile deve essere comoda e sicura.
La via ciclabile in riva al lago sarà molto frequentata da ciclisti e pedoni. Deve quindi essere ampia e sicura, con corsie separate per evitare conflitti tra i diversi tipi di circolazione. Ridurre il calibro abbassa la qualità e la sicurezza. Le norme e la pratica indicano che una via ciclabile nei due sensi deve avere almeno 3,2 m di larghezza. Se si aggiunge la frequentazione dei pedoni si arriva facilmente a 4m. Le critiche di “esagerazione” rivolte al Cantone da parte della CRTL ci sembrano quindi fuori posto.
Il progetto attuale è irrealizzabile.
La pista ciclabile, così come è stata concepita, non è realistica. Noi da tempo sosteniamo un’alternativa vantaggiosa per la comunità.
La nostra proposta: sfruttare la futura galleria ausiliaria.
Durante i lavori di restauro della galleria autostradale Melide-Grancia verrà scavata una galleria ausiliaria per deviarvi il traffico. Noi proponiamo che, al termine dei lavori, questa galleria venga mantenuta in esercizio come strada cantonale Melide-Lugano. Questo permetterebbe di liberare completamente la strada litorale dal traffico e dedicarla interamente a un percorso ciclabile e pedonale sicuro e panoramico. La soluzione eviterebbe costruzioni incisive sulle rive.
Un’operazione che concluderebbe un accordo capace di apportare grande vantaggio alla comunità.

