Beni culturali comunali
Proponiamo di salvaguardare alcuni comparti che presentano caratteristiche architettoniche e urbanistiche esemplari
Negli anni recenti abbiamo assistito a molte demolizioni di pregevoli edifici di inizio ‘900. Essi testimoniavano i primi passi dello sviluppo edilizio del comune; in genere si trattava di edifici di qualità e di buon gusto che ricordavano sia gli stili e le mode del tempo sia, spesso, i contributi dei primi cosmopoliti proprietari.
Fino agli ultimi decenni dell’800 Massagno è stata una vicinanza prevalentemente rurale, marcata dai due nuclei di Gerso e di Santa Lucia (quest’ultimo portava il nome di Massagno). Con la costruzione della stazione di Lugano (1875-70) e il completamento della linea ferroviaria del S. Gottardo (la trincea ferroviaria è del 1879-80), il territorio di Massagno diventa attraente per gli insediamenti turistici e residenziali. Sorgono alberghi, pensioni e ville che rispecchiano lo stile e il benessere del periodo della Belle Époque (leggete il preciso resoconto storico dell’arch. Giovanni Buzzi, da noi riportato qui). Sono proprio le testimonianze architettoniche e urbanistiche di questi inizi che ad una ad una cadono sotto l’azione delle ruspe demolitrici, poiché il PR in vigore purtroppo non le tutela.
Noi crediamo che la comunità di Massagno debba impegnarsi per conservare almeno alcune testimonianze esemplari dei primi decenni del ‘900, non solo edifici singoli ma anche certe aree edificate che ancora mantengono l’impronta di quei tempi lontani cento anni. Oltre agli undici edifici singoli selezionati dal Municipio nel 2016 proponiamo di aggiungere tre comparti edilizi ricchi di memoria:
- il comparto di Via Miravalle
- il comparto di Via Comorgio
- il comparto di Via Motta-Municipio-Villa Mina
Comparto Via Miravalle
Il complesso ben conservato di ville e di parchi di Via Miravalle costituisce uno dei pochi esempi di quartiere signorile sorto negli anni tra le due guerre mondiali sulle colline della plaga luganese che circondano il lago. Esso ospita un vero e proprio compendio di quelle correnti architettoniche che hanno caratterizzato gli anni tra le due guerre mondiali.

| 25 Villa Kessler (1924) 2 Villa Camelia (prima del 1891) 3 Villa Sieber (prima del 1923) 43 Villa Diana (1934) 45 Villa Tosi (1934)
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Comparto Via Comorgio
Sul lato destro di Via Comorgio nel periodo tra le due guerre e anche prima, sorsero pregiate costruzioni signorili in stile ecclettico o regionalistico generalmente ben conservate, in alcuni casi con valide decorazioni sulle facciate. Tra Via Comorgio e Via San Gottardo l’architetto massagnese Mario Salvadè (laureato al Politecnico di Milano nel 1939) ha realizzato negli anni attorno al 1970 quattro case a stella con impianto e struttura degni di attenzione che meritano di essere conservate.

| 32 Villa Sirio (1925) 27 Casa Bai (1945) 21 Villa Sassonia (ante 1923) 33 Villa Schlegel (tra 1923 e 1933) Quattro case a stella Salvadè (ca 1970) |
Comparto di Via Motta, Municipio, Villa Mina
Il comparto si appoggia al complesso comunale del municipio e del circostante programmato Parco civico. Esso si estende fino a inglobare Villa Mina.

La lottizzazione del grande fondo di 4000m2 è stata avviata dall’architetto Pietro Giovannini nel 1930 suddividendo il fondo originale in 8 parcelle di 500 m2. Nonostante alcuni recenti interventi smisurati il quartiere mantiene, soprattutto su via Motta, un carattere sobrio e storicamente significativo che merita di essere conservato.
Gli edifici proposti dal Municipio nel 2016
Nel piano di indirizzo del PR Beni culturali il Municipio ha proposto di tutelare i seguenti edifici, e il Dipartimento cantonale ne aveva condiviso la scelta (con una riserva su Villa Boni, mapp. 713, perché a detta del DT il bene era stato eccessivamente manomesso)
- Ex albergo Oberland, mapp. 124 sub. A;
- Casa d’abitazione con negozi, mapp. 124 sub. B;
- Palazzina in piazza Santa Lucia, mapp. 132;
- Villa Gervasoni-Bagutti già Scala, mapp. 136;
- Casa Cabione, mapp. 199;
- Villa Elisa, mapp. 249;
- Casa Marugg, mapp. 308;
- Casa Cattaneo detta Casa Rossa, mapp. 330, 331;
- Villa Boni, mapp. 713;
- Casa Gansser, mapp. 887;
- Condominio Boni, mapp. 894, 895, 896, 897, 898
I beni attualmente protetti a Massagno
Oggi sono tutelati quali beni culturali d’interesse locale (art. 6 NAPR):
- cappella affrescata nella frazione di Rovello, mapp. 846;
- oratorio di Sant’Antonio, mapp. 48;
- oratorio della Madonna della Salute, mapp. 161;
- portale bugnato con stemma nella casa Foletti a Gerso, mapp. 53;
- due fontane e lavatoio di piazza Santa Lucia, mapp. 124.
Sono protetti quali beni culturali cantonali ai sensi della LBC:
- casa d’appartamenti Albairone, mapp. 620;
- camino, caminiera e affresco raffigurante Giuditta e Oloferne nell’appartamento al primo piano, decorazioni a stucco nell’atrio a pianterreno nella palazzina in via Bernasconi 13, mapp. 132;
- stanza contenente il soffitto ligneo dipinto a Gerso, mapp. 60.
Conclusione con proposta
Il tessuto edilizio di Massagno sta rinnovandosi a ritmo accelerato in tutti i suoi comparti. Il Piano Regolatore comunale, allo stato attuale, non impedisce la distruzione degli elementi di valore storico e artistico che costituiscono la memoria dello sviluppo del comune. Pensiamo sia urgente che la comunità massagnese intervenga per fermare tale tendenza indiscriminata e adotti un Piano che salvi almeno gli ultimi residui del passato. Suggeriamo dunque al Municipio di concludere l’elaborazione del PR-Beni culturali seguendo, nelle grandi linee, la proposta da noi esposta precedentemente.
C’è una certa urgenza perché alcune demolizioni devono essere fermate a corto termine. Crediamo perciò che il Consiglio Comunale abbia convenienza a discuterlo e approvarlo tempestivamente con una procedura suddivisa in due fasi:
- una prima fase contenente gli elementi proposti dal vecchio Municipio nel 2016 e con l’aggiunta della tutela di Villa Mina se si riuscirà a far adattare per tempo il progetto di Via San Gottardo;
- una seconda fase contenente gli elementi protettivi per i tre comparti segnalati di via Miravalle, via Comorgio e Via Motta.
Differenziando la discussione in due tappe si potrà far fronte all’urgenza impellente.
