La costruzione dell’autostrada N2

È stato pubblicato nel numero 01/2024 della rivista Strade e storia (Wege and Geschichte) edito da ViaStoria, Fondazione svizzera per la storia del traffico, un interessante contributo scientifico redatto dalla professoressa Ilaria Giannetti, ricercatrice sulla storia della costruzione e dell’ingegneria all’Università degli Studi di Roma.
Si tratta della meticolosa ricostruzione della storia dell’Autostrada N2 nel Ticino e del ruolo dei personaggi che l’hanno realizzata, principalmente l’ing. Renato Colombi e l’arch. Rino Tami. Come si sa la concezione e la realizzazione dell’autostrada ticinese è stata un’opera collettiva dove tutti gli addetti hanno contribuito con passione e dedizione al successo dell’impresa. Il gruppo operativo era animato da un forte spirito di corpo e coltivava l’esplicita ammirazione per i suoi dirigenti. Il capo, ing. Colombi, persona di grande autorevolezza, discrezione e modestia, aveva scelto un codice di comportamento che verso l’esterno evidenziava il prodotto collettivo dell’Ufficio e taceva i contributi dei singoli. Erano altri tempi e nessuno allora si era lamentato. Però questo atteggiamento ha nascosto il contributo determinante dell’ing. Francesco Balli, capo della Sezione Progettazione dell’USN, nei fatti il vero progettista dell’autostrada ticinese. Balli, ben coadiuvato dal suo gruppo di progettisti e da consulenti esterni, ha valutato e scelto i tracciati e la localizzazione degli svincoli, ne ha ponderato le incidenze e i benefici, ottimizzato l’inserimento dell’opera nel paesaggio, minimizzato l’impatto sul terreno. Egli ha curato da maestro l’aspetto ingegneristico della progettazione stradale, la fluidità del percorso, la dinamica spaziale del progetto, la sicurezza della circolazione stradale. Si è altresì preoccupato, con azione d’avanguardia, della promozione dello sviluppo urbanistico e della protezione della natura e del paesaggio. Nessun altro nel Ticino ha mostrato altrettanta perizia nella progettazione stradale, acquisendo un’esperienza di altissimo livello che lo pongono tra le eccellenze non solo nazionali. Sarebbe importante che gli ingegneri e le scuole di ingegneria illustrino la figura e l’opera di questo grande progettista. Ma ora sono rimasti pochi testimoni di quell’epoca e perciò diventa più difficile ricostruirne la storia.
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Il lavoro di Ilaria Giannetti (che qui di seguito alleghiamo)  raccoglie e classifica la partecipazione dell’arch. Rino Tami alla configurazione dell’autostrada ticinese, partecipazione che è stata fondamentale. Sarebbe bello che si avviasse anche una ricerca storica sulla pianificazione del tracciato, sulle funzionalità connesse e sulla componente ingegneristica. Le persone a conoscenza dei fatti sono sempre meno e la loro memoria si fragilizza. Resta l’opera completa a raccontarci la storia di una grande impresa ingegneristica e politica.