Ecco le ragioni del CdS per respingere il ricorso di STAN e CTL

Ricorso n. 11 Società ticinese per l’arte e la natura (STAN),
Associazione Cittadini per il territorio del Luganese (CT-L)

I. In fatto

Le ricorrenti contestano la pianificazione del comparto Bolette, chiedendone la non approvazione, nonché l’avvio delle pratiche per il dezonamento del comparto. A mente loro, le cifre relative al fabbisogno futuro sono falsate dall’ipotesi di crescita lineare adottata (periodo di riferimento 2008-2017) in relazione all’evoluzione della popolazione e degli addetti. Esse ritengono infatti che si debbano adottare i tassi di sviluppo codificati nella scheda R/M3 del PD, differenziati tra popolazione e addetti. Per questi ultimi inoltre il dato da utilizzare è quello degli addetti equivalenti a tempo pieno e non semplicemente il numero di addetti occupati con diverso grado di occupazione. La verifica della contenibilità presentata non terrebbe nemmeno in considerazione il problema dello sfitto, pari al 3.38%. A mente delle ricorrenti l’applicazione dei corretti parametri di calcolo mostrerebbe il sostanziale sovradimensionamento del PR. Posto quanto sopra, le insorgenti ritengono pertanto che l’azzonamento del comparto Bolette non sia necessario per far fronte ai bisogni di sviluppo comunale dei prossimi 15 anni, in ossequio dell’art. 15 LPT. A loro avviso andrebbe pure considerato che l’area inedificata in località Bolette risulta pregevole sia dal profilo paesaggistico, che agricolo, nonché d’interesse regionale per lo svago, come riconosciuto da diversi studi territoriali svolti sull’agglomerato di Lugano (COTAL 2000; PAL 3).’ In conclusione le ricorrenti ritengono che il progetto pianificatori° non ha considerato e ponderato ulteriori possibilità di sviluppo, se non quanto portato avanti con la variante, ledendo così i disposti degli artt. 2.b OPT (alternative e varianti) e 3 OPT (ponderazione degli interessi). Il Municipio ha formulato le sue osservazioni il 31 marzo 2022.

II In diritto

1.

1.1. Il ricorso è tempestivo (28 LST, ad. 13 LPAmm).

1.2. Secondo l’ad. 28 cpv. 2 LST sono legittimati a ricorrere ogni cittadino attivo nel comune (lett. a) e ogni altra persona o ente che dimostri un interesse degno di protezione (lett. b). L’art. 33 cpv. 3 lett. a LPT impone ai cantoni di garantire la legittimazione a ricorrere per lo meno nella stessa misura di quella prevista per il ricorso al Tribunale federale in materia di diritto pubblico. Dal canto suo, l’art. 89 cpv. 2 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF; RS 173.110) stabilisce che hanno diritto di ricorrere – tra gli altri – le persone, le organizzazioni e le autorità legittimate al ricorso in virtù di un’altra legge federale. Ipotesi, questa, che si riferisce in particolare agli art. 12 LPN e 55 LPAmb.  In concreto, la LPN circoscrive la legittimazione a ricorrere delle organizzazioni alle sole decisioni adottate nell’adempimento dei compiti della Confederazione (DTF 123 II 5 consid. 2c, 116 Ib 203 consid. 3a, 112 Ib 70 consid. 2 e riferimenti; STF 1P.520/ 2004 dell’Il novembre 2004 consid. 1.3.). Nella sentenza DTF 142 II 509 il Tribunale federale ha stabilito che le nuove assegnazioni alla zona edificabile che si fondano sull’ad. 15 del nuovo testo della LPT (versione del 15 giugno 2012), devono essere qualificate come adempimento di un compito della Confederazione ai sensi dell’ad. 78 cpv. 2 Cost. Le organizzazioni che si occupano della protezione della natura e del paesaggio attive a livello nazionale sono pertanto legittimate a ricorrere, a difesa dell’interesse della natura e del paesaggio, avverso tali assegnazioni alla zona edificabile (ad. 12 LPN). Analogamente, può essere riconosciuta la loro legittimazione nel caso in cui sia censurato il sovradimensionamento della zona edificabile e ne sia chiesta la riduzione ai sensi dell’ad. 15 LPT. La STAN agisce per sé e per Schweizer Heitmatschutz SHS, associazione attiva a livello nazionale, riconosciuta ai sensi dell’ad. 12 LPN. Essa deduce la propria legittimazione a ricorrere dall’art. 12 LPN, in relazione con l’art. 15 LPT, e la scheda R6 del piano direttore cantonale (PD) che impongono ai comuni di verificare il dimensionamento delle zone edificabili. Visto quanto precede, la sua legittimazione può essere riconosciuta.

Ciò premesso non si entra nel merito della legittimazione a ricorrere della CT-L.

2.

Come indicato al punto 4.3, il Comune di Agno ha già inoltrato il calcolo del dimensionamento del PR per una sua verifica da parte dell’Autorità cantonale competente. Quest’ultima non ha tuttavia ancora esperito l’esame di plausibilità. Il calcolo del Municipio attesterebbe comunque che lo stesso non risulti sovradimensionato tanto da richiedere l’adozione di misure di salvaguardia della pianificazione. In questo contesto e, in particolare, a causa dell’assenza del riscontro formale da parte dell’Autorità cantonale circa l’esame di plausibilità del dimensionamento, le modifiche proposte in questa sede hanno fatto oggetto di una valutazione preventiva in ordine alla loro incidenza in termini di estensione e dimensionamento delle zone edificabili. Al riguardo, le implicazioni dettate dalla nuova pianificazione sono state ritenute non sostanziali oltre che sostenibili per un comparto come quello di Monda-Bolette ad Agno. Ciò a maggior ragione a seguito delle modifiche d’ufficio introdotte allo scopo di ricondurre le quote abitative ad una percentuale massima inferiore al 50%, in conformità alle necessità ambientali (inquinamento fonico). In quest’ordine di idee, si è entrati in materia senza che le proposte fossero sostenute dal calcolo complessivo del dimensionamento dei PR ed accompagnate dal Programma d’azione per lo sviluppo centripeto di qualità (PAC) (pto. 4.1 lett.d scheda R6 del PD). Occorre malgrado ciò sottolineare che la pianificazione qui contestata e relativa decisione non dispensano il Comune di dar seguito ai compiti stabiliti dalla LPT e dalle schede del PD, in particolare rivalutando la sostenibilità del Piano regolatore in vigore per rapporto al dimensionamento delle zone edificabili e alla qualità insediativa. In altre parole, le misure di riordino che il Comune sarà tenuto ad adottare per dar seguito al principio dello sviluppo insediativo centripeto di qualità, le quali possono e devono essere prese anche sulla base di principi qualitativi e paesaggistici e non unicamente secondo logiche quantitative, dovranno tener conto dell’insieme del territorio e quindi anche considerare il comparto oggetto della presente decisione. In questo contesto la ponderazione degli interessi effettuato dall’Autorità comunale potrebbe portare a rivedere la pianificazione del comparto Monda-Bolette soprattutto in relazione al fatto che lo stesso interessa terreni ancora liberi da edificazioni.

3.

Dato l’esito, la tassa di giustizia è posta in solido a carico delle ricorrenti (art. 47. LPamm). Non si assegnano ripetibili.

III. Decisione

  1. Il ricorso è respinto.
  2. La tassa di giustizia è posta in solido a carico delle ricorrenti nella misura di CHF 400.-
  3. Non si assegnano ripetibili.