Commento alle decisioni del CdS

Le decisioni del CdS del 20 dicembre 2023 riguardanti PR-TriMa e PR-StazLu2 toccano punti molto delicati.

Nella sostanza il CdS ha approvato ambedue i PR apportandovi solo piccole correzioni. Le maggiori riguardano PR-StazLu2:

  • limitazioni delle altezze degli edifici a 22.5m su tutta l’area,
  • negazione dell’edificabilità per la zona immediatamente a sud dell’edificio della stazione,
  • stralcio delle zone su Via Basilea a sud dell’edificio della ex-Posta,
  • rifiuto di aumentare la capienza del posteggio pubblico sul Piazzale di Besso.
  • sulla Trincea il CdS ha chiesto ai Municipi di decidere l’ordine di realizzazione nel caso la copertura dei binari avvenisse in due fasi.

Parere critico

Il nostro parere sulla pianificazione del comparto è alquanto critico e discordante su punti importanti. Confermiamo la preoccupazione per il volume dell’edificio Supsi1 (sul piazzale nord della Stazione) che riteniamo troppo vistoso, massiccio e alto (22,7m, ben più alto degli edifici contigui che sono di 16,0-16,5 m). Concordiamo sull’opportunità di insediare la scuola universitaria nell’area della stazione FFS ma non accettiamo la realizzazione di volumi sproporzionati, pensiamo piuttosto alla diluizione dei suoi contenuti nelle zone contigue. Certo che rincresce ricordare l’occasione perduta di acquisire il terreno di 5200 m² che accoglieva lo stabile della Posta di Besso (che, verso l’anno 2000, era stato offerto alle FFS per 5 mio CHF e alla Città di Lugano per poco più. Entrambi avevano rifiutato, la Città con la motivazione che sarebbe spettato ai privati occuparsi degli investimenti immobiliari. Ora che appare in piena evidenza la miopia della scelta di allora, si assiste da parte del Comune al tentativo di ricavare il massimo reddito dalla sua piccola proprietà al Piazzale di Besso. In questo modo l’azione della pianificazione pubblica non è guidata da intendimenti urbanistici ma dagli interessi immobiliari del Comune.

Ancora non va!

Il settore dove si rivolgono le nostre maggiori critiche è quello della copertura della trincea ferroviaria di Massagno. L’operazione, in corso da oltre 20 anni, è disseminata da errori e da mistificazioni che abbiamo sempre puntualmente rilevato (vedi la cronistoria).
Anche nella fase attuale le Autorità continuano sulla stessa linea, confusa e velleitaria. Infatti il PR presentato (PR-TriMa), deciso dai CC di Massagno e di Lugano e avallato dal CdS, non rispetta le regole basilari della pianificazione, cioè le leggi federali (LPT) e cantonali (LST). Le zone edificabili previste dal PR sulla trincea non sono istituite in ossequio all’art. 15 LPT, e quindi ci sono molte probabilità che i tribunali superiori, cui vari privati confinanti si sono rivolti, non avallino la proposta.

Rinuncia a ricorrere

I Cittadini per il territorio, che nel decennio passato avevano intrapreso varie azioni di opposizione (ricorsi, referendum, iniziative), in questa nuova tornata hanno rinunciato a far ricorso, anche se ci sarebbero state molte fondate regioni per farlo, perché intimoriti dalle alte tasse di giustizia in cui sarebbero incorsi.