CAB 2025 Commento

La mossa della disperazione

Il progetto di circonvallazione stradale di Agno e Bioggio, tutto a cielo aperto, non ha nessuna possibilità di essere accettato. Troppi sono gli ostacoli che vi si frappongono:
1) non c’è consenso e
2) ci sono conflitti pianificatori insormontabili.
Dunque è una mossa votata al fallimento che chiude sconsolatamente sessanta anni di progettazione, marcati da insuccessi, smarrimenti, illusioni e testarde fughe in avanti.

Vedi la storia del fallimento.

La nostra critica alla CAB 2025

  1. Conflitti con le pianificazioni in atto.
    Il tracciato della CAB 2025 danneggia irrimediabilmente l’attuazione degli obiettivi pianificatori del Parco del Vedeggio, cioè:
    – la zona di svago a lago
    – la rinaturazione del fiume Vedeggio
    – lo sviluppo del Polo di Cavezzolo
    .
  2. Inefficacia della soluzione e messa in crisi dello snodo autostradale di Lugano Nord.
    La CAB 2025, come anche le varianti precedenti, è solo un palliativo. Non risolve i problemi di congestione del traffico nella regione, poiché sposta unicamente le lunghe colonne di autoveicoli fermi, o quasi, da una strada all’altra. Invece di aver code sulla Strada Regina e alla Piodella ce ne saranno anche sulla nuova costosissima arteria.
    Ma la CAB 2025 è anche gravemente dannosa perché accentua la criticità del nodo autostradale di Lugano Nord. La realtà dei fatti e le analisi dei flussi di traffico indicano che in quel comparto, oggi e nel futuro, si manifesteranno sempre più saturazioni e paralisi con conseguenze ad ampio raggio per la mobilità luganese. I nodi più sensibili saranno l’incrocio Cebeto a Manno e la Rotonda alle porte della galleria Vedeggio-Cassarate. Agganciare la nuova CAB allo snodo autostradale di Lugano Nord è dunque un grave, imperdonabile errore.
    Fino a qualche decennio fa la Confederazione impediva la formazione di nuovi accessi autostali. Poi la sua prassi è cambiata e ora la Confederazione è disposta a concederne la realizzazione, se essi sono giustificati e se non nuocciono alla sicurezza e alla fluidità del traffico autostradale. La nuova prassi consente di usare l’autostrada non solo come asse prevalentemente di transito ma anche come asse collettore per il traffico regionale. É in questa direzione e non secondo lo schema CAB 2025 o CAB 2019 che andrà ricercata la nuova soluzione viaria, realizzando cioè un nuovo svincolo autostradale per servire il Malcantone e l’asse di Ponte Tresa. Vedi, come esempio, lo schema che abbiamo proposto all’Assembea del 2024.
    .
  3. Mancanza di una strategia di sviluppo territoriale.
    Bisogna ricordare che le infrastrutture di trasporto (strade, ferrovie) non hanno fine in sé stesse. La loro finalità non è semplicemente quella di muovere persone o cose ma quella di raggiungere fini globali, di sviluppo economico, territoriale, ambientale che portino alla società benessere, salubrità e prosperità. Progettare una strada richiede dunque che essa sia inserita in un disegno territoriale che ne giustifichi la realizzazione e rispetti le condizioni quadro stabilite.
    Tre lustri fa, i tre comuni di Agno, Bioggio e Manno avevano abbozzato un piano di sviluppo comprensoriale molto promettente che aveva raccolto plausi. Ma poi il cambiamento del clima politico locale e delle persone ha fatto arenare le buone intenzioni. Le grandi infrastrutture del Piano del Vedeggio come la CAB o il Tram treno o il Parco del Vedeggio sono state di seguito concepite senza accordarsi a quel disegno.
    La proposta di CAB 2025 ne è la prova lampante.
    Per uscire dall’attuale vicolo cieco bisognerà dunque riprendere la progettazione del contesto territoriale e di mobilità, verificandone gli obiettivi e le priorità.
    Ma prima bisognerà sbarazzare il tavolo dalla sciagurata CAB 2025.